Politica: Vacchina (Acli), “nuovo assetto”. Alternativa “non è ritorno a bipolarismo ma astensionismo”. “Non sarà facile governare”

“O si cambiano le condizioni strutturali che stanno portando l’Italia al declino, o nel tempo il bipolarismo classico sarà soltanto oggetto di studio nei corsi di storia”.  Ne è convinta Paola Vacchina, responsabile tecnico del Dipartimento studi e ricerche delle Acli, che in un’intervista al Sir commenta l’impatto che crisi economica e crescente marginalità sociale hanno avuto sul voto dello scorso 4 marzo che ha visto la Lega crescere soprattutto “dove è presente un tessuto fatto di piccole realtà economiche, che subiscono gli effetti della globalizzazione e del progresso tecnologico, oltre che della crisi economica”, e il Movimento 5 Stelle “è cresciuto soprattutto nell’Italia del declino e del Sud profondo, intercettando quella parte di paese storicamente più debole e meno reattiva sul piano economico”. Forza Italia e Pd, “partiti riformisti del bipolarismo classico, hanno continuato a rivolgersi ad un ceto medio intellettuale delle grandi città, trascurando il ceto medio impoverito e il neo-proletariato giovanile”. Vacchina parla di “un nuovo corso”: l’ascesa del Movimento 5 Stelle come partito di governo e “il passaggio della Lega da partito territoriale a partito di identità nazionale”. Un “nuovo assetto” la cui alternativa, avverte, “è l’astensionismo, non il ritorno al bipolarismo classico”. “La transizione dalle vecchie rappresentanze politiche alle nuove – osserva – passa per una dialettica dura, ma è nell’ordine delle cose: la società italiana mostra di avere gli anticorpi politici per reagire al declino”.  L’auspicio è “ricondurre i cosiddetti populisti nell’alveo del riformismo” ma “governare non è mai stato facile per nessuno, non lo sarà neanche per loro”.

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