San Gennaro: card. Sepe, “Napoli ha bisogno di tornare a volare contando sui giovani”

CRO MIRACOLO SAN GENNARO IN FOTOIL CARDINALE CON LE AMPOLLE DEL SANGUE SCIOLTO (NEWFOTOSUD SERGIO SIANO)

“Anche con la protezione e l’incoraggiamento di san Gennaro sono i giovani a reclamare un ruolo da protagonisti”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Napoli, il card. Crescenzio Sepe, dopo aver annunciato alle 10.08 lo scioglimento del sangue del patrono di Napoli, san Gennaro. “Non si tratta di assecondare la vena di giovanilismo che, spesso in maniera superficiale, corre in tutto il Paese. I giovani non possono essere una moda”, ha ammonito l’arcivescovo, secondo cui “chi si rivolge ad essi in maniera strumentale ha davvero poca strada davanti a sé”. “Ai giovani per primi – ha proseguito – va data ragione della speranza che essi stessi dovrebbero incarnare”. La speranza è qualcosa e molto di più di una semplice questione di anagrafe, soprattutto se, come avviene sempre più spesso, ad essi toccano le prime porte in faccia della vita”, ha spiegato. “Non sono pochi i giovani che arrivano già stanchi e consumati alle prime soglie della vita sociale, già caricati, per esempio, dal peso di difficoltà familiari che, a loro volta, incidono o impediscono un normale corso degli studi e mostrano la strada come la prima, ma la più insidiosa, palestra di vita, oltre che il teatro naturale dove recitare, a copione libero, l’antica arte di arrangiarsi”. Per Sepe, “la delusione, per i giovani, può diventare come un tramonto triste, una sorta di manto sepolcrale che viene a coprire ogni barlume di vita”. “È questo – ha sottolineato – ciò che con tutte le forze, come comunità e come singole persone, come istituzioni o come organismi della società civile, siamo chiamati a contrastare e a non rendere possibile. È questo il nostro primo compito anche come Chiesa, chiamata ad annunciare il Vangelo vivo di Cristo, la Sua parola che è certezza di speranza”. Secondo il cardinale “i giovani sono sconfitti se è sconfitta Napoli, se la città per prima si trova a fare a meno della sua risorsa più preziosa qual è appunto la gioventù”. “Quale presente e quale futuro ci possono essere se oltre 700mila giovani hanno lasciato Napoli e il Sud, come una recente indagine dolorosamente ci dice”, l’osservazione dell’arcivescovo che ha poi puntato il dito contro lo spopolamento e l’invecchiamento della città. “Napoli – ha affermato – ha bisogno di tornare a volare potendo contare prima di tutto sui suoi giovani”.

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