Martiri algerini: p. Georgeon (postulatore) a InBlu Radio, “nell’icona di beatificazione anche un musulmano”

Il prossimo 8 dicembre a Orano, presso il santuario di Notre-Dame di Santa Cruz, nella celebrazione in cui verranno proclamati beati i diciannove martiri cristiani uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996 “ci sarà un’icona ufficiale in cui verranno raffigurati i 19 martiri e insieme a loro anche un giovane musulmano di nome Mohamed”. Lo ha rivelato padre Thomas Georgeon, monaco trappista e postulatore della causa di beatificazione di Pierre-Lucien Claverie e degli altri 18 religiosi e religiose, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. La scelta del luogo della celebrazione richiama direttamente la figura di mons. Pierre Claverie, vescovo di Orano, ucciso da una bomba il 1° agosto 1996, assieme al suo giovane autista algerino Mohammed Bouchikhi. Nell’icona dei nuovi beati ci sarà posto dunque anche per Bouchikhi, che ovviamente non sarà beatificato ma si è voluto onorare perché ucciso insieme al vescovo di Orano a causa dell’esplosione di una bomba sulla porta della curia.
Il decreto autorizzato dal Papa che ha dato il via libera alla loro beatificazione per martirio risale al gennaio scorso. “Abbiamo incontrato Papa Francesco con i vescovi algerini – ha aggiunto Padre Thomas Georgeon – nel settembre 2017. Il Papa era aggiornato sulla causa. Abbiamo percepito la sua volontà di vedere questa causa arrivare a compimento. Il Papa però ci ha ribadito più volte la necessità di fare delle catechesi per aiutare la gente a capire bene cosa si celebrerà nella beatificazione. Non si tratta di riaprire le ferite del passato. Bisogna celebrare questa beatificazione guardando l’avvenire. E il Papa ci ha fatto inoltre capire che non si doveva ferire nessuno”.
Riguardo a Bouchikhi, ha proseguito il postulatore, “il Papa mi ha chiesto se questo giovane fosse stato veramente musulmano o se fosse in cammino verso la fede cristiana. Si sentiva nella voce del Papa che (nel caso si fosse avvicinato alla fede cristiana) lo avrebbe inserito volentieri nella causa di beatificazione. Durante la celebrazione della beatificazione Mohamed sarà comunque in qualche modo presente. Ci saranno infatti anche i suoi familiari”.
“In questa vicenda – ha concluso Georgeon – si mescola il sangue di cristiani e musulmani. Non si tratta per la Chiesa algerina di celebrare solo martiri cristiani perché questi beati sono stati uccisi tra il 1994 e il 1996, ma tra il 1990 e il 2000 sono stati uccisi quasi 200mila algerini tra fanciulli, mamme e imam. In un certo senso è anche una celebrazione per loro”.

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