Episcopalis communio: card. Baldisseri, “il Papa sarà libero di promulgare o meno l’esortazione apostolica post-sinodale”. “Unanimità morale” è “consenso al di sopra del 50%”

L’“unanimità morale”, richiesta nella nuova esortazione apostolica del Papa, Episcopalis communio, per l’approvazione del documento finale del Sinodo dei vescovi “è un consenso che sicuramente è già al di sopra del 50 per cento”. A precisarlo, rispondendo alle domande dei giornalisti, è stato il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, puntualizzando che “non è un consenso giuridico: non si determinano i sacramenti con i numeri”. L’unanimità morale, quindi, si verifica “quando c’è un consenso generico che va nella direzione della maggioranza e più”. Interpellato sul carattere magisteriale del documento finale, e sulla possibilità che la novità introdotta dal Papa non preveda più la stesura di un’esortazione apostolica post-sinodale, Baldisseri ha risposto: “Dipende dal Santo Padre. La prassi è che il documento finale dell’Assemblea sinodale venga consegnata al Santo Padre. Quello che accadrà, non lo so. Non possiamo sapere se dopo ci sarà l’esortazione apostolica. Il Papa è libero completamente”. “Se il documento viene approvato espressamente dal Papa, vuol dire fa parte del magistero della Chiesa”, ha spiegato Baldisseri: “Se poi ci sarà un’esortazione, non lo sappiamo. Fino ad oggi c’è sempre stata un’esortazione apostolica post-sinodale. Nel passato c’erano le Propositiones, non un testo finale: negli ultimi due Sinodi, è stata applicata questa prassi, voluta dal Papa, che l’assemblea sinodale si concludesse con un documento”. “L’esortazione apostolica non riguarda il Sinodo, è un atto del Papa”, ha ricordato mons. Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei vescovi: “Poi il Papa decide se fare un’esortazione apostolica, se fare un’enciclica, se non fare nulla… Le decisioni dopo il Sinodo sono un atto pontificio. È nelle mani del Papa, nella sua libertà, decidere di fare ciò che ritiene più opportuno per il bene della Chiesa”. “I due terzi sono un consenso morale importante”: così il card. Baldisseri ha risposto ad una domanda sul consenso ricevuto dal documento finale del Sinodo del 2015: “Non è poco”, ha commentato.

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