Bimbo gettato dalle scale a Rebibbia: Ramonda (Apg23), “mai più bambini in carcere. Siano accolti in case famiglia”

È una “tragedia annunciata. C’è estremo rischio per i bambini in carcere. I piccoli fino a tre anni possono essere accolti nelle case famiglia”. Lo afferma Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), in merito al tragico gesto di una detenuta di Rebibbia che ha ucciso il suo bambino di sette mesi e ferito il più grandicello di due anni in maniera grave gettandoli dalle scale. “Mai più bambini in carcere: sono troppi i bambini che continuano a vivere dietro le sbarre con le loro mamme – sostiene Ramonda -. Gli Icam, istituti a custodia attenuata, sono una soluzione intermedia ma non rispondono al bisogno fondamentale di un bambino di crescere in un ambiente familiare, con le stesse opportunità di crescita dei coetanei. Esistono case famiglia adeguate per accogliere i bambini con le loro mamme”. La comunità di don Benzi ha in questi anni accolto numerose mamme con bambini nelle sue case famiglia. “Anche nell’ultima campagna elettorale – prosegue il responsabile della Comunità – abbiamo proposto ai politici di togliere questi piccoli senza alcuna colpa dal carcere. Tutti gli psicologi concordano che i primi tre anni di vita del bambino sono fondamentali per la sua crescita equilibrata. Non occorre essere esperti per comprendere che il carcere non è il luogo idoneo in cui crescere i bambini, dunque chiediamo che le mamme con bambini più piccoli di 3 anni siano accolti presso le case famiglia”.

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