Notizie Sir del giorno: ponte Morandi, ricerca Iref/Acli, Ccee, Papa su guerra in Siria, abusi in Finlandia, volontariato in Europa, Ilva

Crollo ponte Morandi: card. Bagnasco (Genova), “ristabilire presto e migliorare le vie e il ponte perché la gente e la città vivano”

“La città spaccata in due fa parte delle nostre giornate fatte di lavoro, di comunicazione, di traffico: potremmo dire che sta entrando nella nostra carne, ma non vogliamo abituarci a questa lacerazione. Ristabilire presto e migliorare le vie e il ponte è necessario perché la gente e la città vivano, ed è anche simbolo del nostro bisogno di incontrarci, di guardarci negli occhi, di coltivare appartenenza al territorio dove si vive. I quartieri esistono per le comunità, e la Città è il grande quartiere di tutto un popolo”. Così il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, nell’omelia per la solenne celebrazione eucaristica in memoria delle vittime del crollo del Ponte Morandi, che si è tenuta nella cattedrale a un mese dalla tragedia. L’omelia è stata letta da mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare, in quanto il cardinale è impegnato in Polonia con i lavori del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa di cui è presidente. “Sono addolorato di non poter essere fisicamente presente nella mia città in questo momento di rinnovata preghiera”, scrive il card. Bagnasco. (clicca qui)

Italia: ricerca Iref, cinque macroregioni tra divari territoriali, sviluppo e declino

Non una ma cinque. Sono le Italie disegnate dalla ricerca Iref presentata a Trieste nel corso del 51° Incontro nazionale di studi delle Acli che si chiude domani. Un Paese dunque dai cinque volti, specchio, ognuno, delle scelte elettorali dello scorso 4 marzo. Nel Settentrione emergono tre aree con un profilo ben delineato. Anzitutto i Poli dinamici, ossia 9 province caratterizzate da una crescita asimmetrica: Milano, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Rimini e Roma). Quindi le Comunità prospere (13), nelle quali si riscontra un migliore equilibrio sociale e, perciò, un benessere diffuso. Si tratta di Valle d’Aosta, Belluno, Biella, Bolzano, Cuneo, Firenze, Forlì-Cesena, Padova, Siena, Trento, Treviso, Udine, Verona. Infine i Territori industriosi, un nutrito gruppo di province (40), disseminato a macchia di leopardo nelle regioni del Nord dove, tra luci e ombre, si oppone una strenua resistenza al progressivo declassamento del Paese. Scendendo verso Sud il panorama muta decisamente: fatto salvo il caso estremo di Roma (allineata per molti aspetti ai Poli dinamici), vi è una fascia di province centrali che, insieme alla Sardegna e ad alcune province meridionali, ricadono nel gruppo dei territori depressi (25 unità): è l’Italia che subisce un lento declino sociale. Infine il gruppo del Sud fragile: 23 province meridionali che, complice la recessione, versano in una condizione di profondo disagio. “Un Sud – si legge nella ricerca – che non ha ancora dato cenni di reazione alla crisi”. (clicca qui)

Ccee: don Martin Michalíček è il nuovo segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa

(Poznań) Don Martin Michalíček è il nuovo segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). È stato eletto per un mandato quinquennale (con decorrenza immediata), in tarda mattinata dai presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa, riuniti a Poznań (13-16 settembre) per la loro annuale Assemblea plenaria. Don Martin Michalíček succede così a mons. Duarte da Cunha giunto al termine del suo secondo mandato quinquennale. Il presidente del Ccee, card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, insieme ai vice-presidenti, il card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, e mons. Stanisław Gądecki, arcivescovo di Poznań, e ai presidenti delle Conferenze episcopali, hanno ringraziato mons. da Cunha per la sua dedizione nel guidare la Segreteria del Ccee e don Martin Michalíček per la sua disponibilità a servire la Chiesa in Europa. Don Michalíček (nato il 18 agosto 1974) è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Nitra (Repubblica Slovacca) nel 1999. Parla tedesco, italiano, inglese e slovacco (madrelingua). (clicca qui)

Papa Francesco: a incontro su crisi in Iraq e Siria, “porre fine alla guerra”, “non possiamo chiudere gli occhi” su milioni di migranti. Garantire “rientro sicuro sfollati”

“Non dimenticare i tanti bisogni delle vittime di questa crisi, ma soprattutto superare la logica degli interessi e mettersi al servizio della pace ponendo fine alla guerra”. È l’appello lanciato dal Papa “con forza” alla comunità internazionale, durante l’udienza concessa oggi ai partecipanti al sesto incontro di lavoro sulla crisi in Iraq, in Siria e nei Paesi limitrofi. “Guardiamo al futuro”, l’invito ai presenti, incoraggiati “a continuare a prendervi cura dell’educazione dei bambini, del lavoro dei giovani, della vicinanza agli anziani, della cura delle ferite psicologiche; senza dimenticare quelle dei cuori, che la Chiesa è chiamata a lenire: ‘Dov’è offesa, che io porti il perdono. Dov’è discordia, che io porti l’unione’”. “Non possiamo chiudere gli occhi sulle cause che hanno costretto milioni di persone a lasciare, con dolore, la propria terra”, l’ennesimo grido di Francesco a proposito dei migranti, per i quali ha chiesto a “tutti gli attori coinvolti” e alla comunità internazionale “un rinnovato impegno in favore del rientro sicuro degli sfollati alle loro case”. “Assicurare loro protezione e futuro è un dovere di civiltà”, ha commentato il Papa. (clicca qui)

Finlandia: mons. Sippo (Helsinki) scrive ai fedeli chiedendo “scusa per la sofferenza delle vittime” di abusi

“Nelle scorse settimane siamo rimasti scioccati dai numerosi casi di abusi sui minori da parte dei sacerdoti della Pennsylvania”, scrive oggi il vescovo di Helsinki Teemu Sippo in una lettera ai fedeli in cui chiede “scusa per la sofferenza delle vittime” e dice il proprio “imbarazzo” per le colpe di cui si sono macchiati i sacerdoti. Mons. Sippo esprime gratitudine a Papa Francesco “per le sue parole” nella lettera del 20 agosto scorso e a Papa Benedetto, che durante il suo pontificato “ha reso più incisive” le procedure nei casi di abuso. La “tolleranza zero” ha ridotto significativamente il numero di nuovi casi, scrive il vescovo che parla dell’istituzione di una Commissione anche nella diocesi di Helsinki “per indagare su possibili casi”. Il vescovo scrive anche della necessaria e “ferma collaborazione con le autorità secolari per punire tutti i responsabili di questi crimini” e così anche guarire la Chiesa. (clicca qui)

Chiese europee: indagine su volontariato in Europa. Impegnate oltre 100 milioni di persone, circa il 22-23% della popolazione Ue superiore ai 15 anni

(Poznań) Si stima che ci siano oltre 100 milioni di adulti coinvolti nel volontariato in Europa. Questo significa che nei Paesi dell’Unione europea circa il 22-23% delle persone di età superiore ai 15 anni sono impegnate in qualche attività di volontariato. Le organizzazioni religiose rappresentano il terzo più importante settore del volontariato in Europa, dopo lo sport e l’istruzione. Le credenze religiose sono essenziali nel motivare al volontariato. È quanto emerge da un’indagine sul volontariato, promossa dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee e curata dall’Istituto di statistica della Chiesa cattolica in Polonia. Lo studio sul “volontariato cattolico in Europa” è stato presentato questa mattina a Poznań (Polonia) ai presidenti delle Conferenze episcopali europee riuniti per la loro annuale assemblea plenaria. Dall’indagine emerge che gli europei sono caratterizzati da un forte atteggiamento positivo nei confronti del volontariato. Generalmente il volontariato è associato con un ampio spettro di motivazioni, da quelle più psicologiche, come “la gioia e il piacere”, a quelle molto più “teologiche”, come la “chiamata” e la “missione”. La fede costituisce “una motivazione importante per il volontariato” sebbene questo campo di azione nel sociale – si legge ancora nella Sintesi della ricerca – rappresenta ovunque “una piattaforma d’incontro tra cattolici e non cattolici”. (clicca qui)

Ilva: referendum lavoratori. Mons. Santoro (Taranto), “una svolta”

L’ha definita “una svolta” mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, l’intesa dello scorso 6 settembre tra sigle sindacali e nuova proprietà di Ilva, sancita ieri sera dai risultati dei referendum nei vari stabilimenti del gruppo. Quasi il 93% degli operai ha scelto per il sì all’accordo. “I problemi ambientali e del lavoro nella nostra città sembrano essere ad una svolta, dopo un periodo di indecisione e temporeggiamento. Io continuo a manifestare la mia vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie perché ci sia dignità e sicurezza sul lavoro, difesa della salute e dell’occupazione, senza licenziamenti e mantenendo i diritti acquisiti sia per dipendenti diretti come per quelli dell’indotto. Continua, però, a preoccuparmi una crisi lavorativa senza precedenti. Molti giovani di Taranto sono costretti ad emigrare e così perdiamo un grande capitale umano , sociale ed economico”. L’analisi lucida della realtà, però, non deve mai cedere il passo alla rassegnazione, secondo Santoro: “Questo accordo è un punto di partenza importante. Ora è fondamentale non commettere gli stessi errori che sono stati fatti in passato, ai tempi della proprietà dei Riva, prima della gestione commissariale. Ora tutti dobbiamo sentirci in dovere di vigilare per un’economia che metta al centro non la massimizzazione del profitto, ma la persona, la vita, la cura della casa comune e la dignità del lavoro”. (clicca qui)

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