Società: Rossini: riappassionarsi a politica “attenta a temi e bisogni” e formare “cellule” in ogni città

Formare delle “cellule politiche” in ogni città. E’ la proposta delle Acli. Questo pomeriggio si è aperto a Trieste il 51° Incontro nazionale di studi sul tema “Animare la città. Le Acli nelle periferie del lavoro e della convivenza” (fino al 15) e proprio dalle periferie invita a ripartire il presidente nazionale Roberto Rossini nella sua relazione, per “ritessere i fili delle comunità e proporsi come luogo significativo di animazione e di esperienza sociale”. Rossini richiama alcuni progetti avviati in diverse province: “Non possiamo limitarci a gestire delle cose – avverte -. La missione ci chiama a gestire le ‘nostre’ cose e in più a creare connessioni, intercettare i movimenti e i moti delle persone, a essere perfino creativi. Aiutiamoci a sviluppare intelligenza sociale”. “Occorrerà tornare a formarsi” per “leggere” la realtà e saperci stare dentro. “Sarà necessario – il monito del presidente – che ci si riappassioni al fare politica, non a quella partitica – ché dobbiamo sempre riaffermare la nostra libertà attraverso l’autonomia – ma ad un fare politica attento ai temi e ai bisogni, alla classe dirigente che possiamo promuovere, alla conoscenza dei difficili meccanismi che regolano il consenso e la decisione democratica”. Di qui la proposta di “formare delle ‘cellule politiche” in ogni città: piccoli gruppi di impegno politico che ci aiutano a capire cosa succede in città”. “Come Chiesa viva, come Chiesa di popolo – conclude Rossini -, non possiamo contribuire a costruire una città fondata sul rancore. La nostra è una città umana, aperta, dove convivono e trovano un senso la gioia con la sofferenza, la pace nel conflitto, la speranza nel disorientamento. Una città dove abbiamo un compito, una missione da costruire con altri”.

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