Terzo settore: ricerca di Italia Non Profit, solo il 23% degli enti usa pienamente il digitale

Il Terzo settore fa i conti con il digitale. E tutto sommato i risultati non sono incoraggianti: molto rimane ancora da fare. A fotografare la situazione ci ha pensato la ricerca di Italia Non Profit “Terzo Settore e Trasformazione Digitale” che illustra appunto il rapporto tra i professionisti del non profit e il digitale. La percezione generale e diffusa tra gli operatori interni, spiega una nota,  è che “le organizzazioni manchino di visione strategica sulle tematiche digitali e che i vari board non abbiano compreso ancora, almeno non a pieno, le potenzialità di questa innovazione”. Per il 40% “il board dell’ente non ha ancora una visione chiara di quello che il digitale potrebbe fare per aiutarli”. Nonostante ciò, per il 23% dei 176 operatori coinvolti, gli enti hanno “incorporato il digitale in tutto ciò che fanno”, e per il 34% il digitale è utilizzato, anche se, confermano, senza “approccio strategico”. Tutto questo, nota Italia Non Profit nonostante il fatto che la digitalizzazione rappresenti “non solo una grande opportunità, ma anche una responsabilità perché impatta direttamente sul modo in cui gli enti operano, sui servizi che offrono e sui beneficiari”. Gli operatori che dichiarano di avere difficoltà ad accedere agli strumenti digitali di base (6%) lavorano nel 57% dei casi in enti di piccolissime dimensioni, ma la ricerca segnala anche che “lo stesso problema si riscontra in alcune organizzazioni con entrate tra i 50.000 e i 300.000 euro”.  Solo il 33% dei rispondenti dichiara di lavorare con organizzazioni con buone competenze nell’utilizzo dei social media.  Dalla ricerca emerge anche “che ci sono competenze digitali molto forti come l’uso dei social media e l’e-mail marketing, ma diverse aree ancora da sviluppare soprattutto in termini di knowhow, come ad esempio la SEO e la cyber security”.

Tutto poi ha una forte incidenza economica. “Per i collaboratori interni agli enti – dice sempre la nota -, incrementare le competenze digitali significa incidere positivamente sulla raccolta fondi (56%) e sullo sviluppo del proprio network (39%); per i professionisti esterni, incrementare le competenze digitali degli enti significa invece aumentare il network dell’ente (53%) e migliorare il perseguimento della strategia generale (37%)”. Sempre la ricerca spiega poi che i maggiori ostacoli che incontrano le organizzazioni nell’ottenere il massimo dalla digitalizzazione sono da rintracciare per il 40% degli operatori che lavorano internamente agli enti nella carenza di fondi da investire e per il 37% di essi nella mancanza di competenze interne da dedicare.

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