R. D. Congo: Unicef, “nuova epidemia di ebola, mobilitati operatori e aiuti per limitarne la diffusione”

Credits: UNICEF

Inviati nella Repubblica Democratica del Congo cinque membri dello staff dell’Unicef, tra cui due specialisti sanitari, due per la sensibilizzazione e uno per acqua e servizi igienico-sanitari, per rispondere alla diffusione della nuova epidemia di ebola che ha colpito il Paese. Acqua, kit igienici-sanitari e per la sensibilizzazione saranno inviati alla zona colpita, nel nord Kivu, nei prossimi giorni, tra cui 300 termometri laser per monitorare le condizioni di salute delle persone e 2.000 kg di cloro per il trattamento dell’acqua per contribuire a contenere la diffusione della malattia. “La risposta a quest’ultima epidemia di ebola potrebbe essere complicata dai conflitti armati e dall’insicurezza nella zona colpita”, dichiara Gianfranco Rotigliano, rappresentante dell’Unicef nel Paese. Si tratta della decima epidemia dal 1976 e arriva pochi giorni dopo la dichiarazione della fine dell’epidemia nella provincia occidentale dell’Equatore, iniziata a metà maggio. “Allo stato attuale, non vi sono indicazioni che i focolai di Equatore e del Nord Kivu siano collegati”, si legge in una nota. Intanto, il governo congolese ha attivato il suo piano di risposta e ha invitato i suoi partner, tra cui l’Unicef, a prenderne parte. “Il nostro contributo alla risposta si concentrerà sulle attività di sensibilizzazione per informare e proteggere la comunità locale – spiega Rotigliano -, promuovendo l’accesso all’acqua potabile, adeguati servizi igienici e corrette pratiche igieniche per aiutare a prevenire l’ulteriore diffusione della malattia, e fornendo supporto psicosociale ai bambini e alle famiglie colpite dalla malattia”.

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