Mosca e Costantinopoli: l’abbraccio fraterno al Fanar tra Kirill e Bartolomeo. “Crediamo nel potere del dialogo”

Un abbraccio fraterno poi il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo sono entrati nella Sala del trono del Fanar e ha avuto inizio l’incontro. Alla riunione hanno partecipato il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, e i membri del Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli.

È per primo Bartolomeo a dare il benvenuto a Kirill e alla sua delegazione: “Siamo felici – si legge in un resoconto subito pubblicato sul sito russo mospat.ru – di ricevere oggi nel Patriarcato ecumenico Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e Tutta la Russia con la sua delegazione. Ogni volta che ci incontriamo, è una gioia per entrambi, poiché abbiamo l’opportunità di discutere questioni di reciproco interesse. Crediamo nel potere del dialogo. Se i leader politici usano il dialogo per risolvere i problemi dei loro Paesi, tanto più noi leader religiosi dovremmo usare la via del dialogo per risolvere i problemi. Inoltre, il dialogo è il percorso che Dio stesso ci ha dato”.

Altrettanto calorose le parole del Patriarca Kirill che prima di incontrare Bartolomeo ha visitato la cattedrale patriarcale di san Giorgio a Fanar. “Ogni volta che visito questo posto – ha detto -, mi vengono in mente i momenti molto importanti della nostra storia comune. In ogni epoca le nostre Chiese hanno affrontato sfide diverse, problemi originati principalmente dal mondo esterno, ma noi per grazia di Dio abbiamo sempre trovato un linguaggio comune, una comprensione comune di cosa fare e come fare per preservare l’unità della Chiesa e per rispondere alle sfide del tempo”. Anche il Patriarca russo ha sottolineato l’importanza del dialogo ed ha detto: “Penso che ci sia una differenza tra il dialogo che conducono i politici e il dialogo che conduciamo noi. Nel dialogo condotto dai politici, tutti difendono gli interessi del proprio Paese. Il dialogo invece che portiamo avanti all’interno della Chiesa ortodossa ha una natura diversa. Noi, naturalmente, rappresentiamo gli interessi delle nostre Chiese, ma abbiamo sempre in mente il bene comune, l’unità della Santa Chiesa, la sua capacità di svolgere una missione nel mondo moderno”. Ed ha aggiunto: “Nonostante il fatto che in questo edificio si siano dibattute questioni, a volte molto difficili, ho di questo posto ricordi molto belli, perché non abbiamo mai fatto nulla che possa danneggiare la Chiesa ortodossa”.

Uno dei problemi al centro dei rapporti bilaterali tra Costantinopoli e Mosca è sicuramente la situazione ucraina e l’eventualità di decidere o meno per un’autocefalia della Chiesa ortodossa nel Paese. Prima di volare per Mosca – si legge ancora su mospat.ru – il Patriarca Kirill, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha parlato del dialogo con Bartolomeo come di una “una conversazione tra due fratelli” ed ha fatto sapere che i due leader hanno discusso di “tutti i problemi che erano all’ordine del giorno”. E, ancora, ha sottolineato come rispetto all’ultimo incontro, “sono successe molte cose nella vita delle nostre Chiese, e l’intera situazione è cambiata molto nel mondo”, concludendo: “Spero che continueremo a lavorare insieme per rendere il mondo migliore”.

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