50° Medellín: concluso il Congresso latinoamericano con un rinnovato invio missionario alla luce del messaggio di Papa Francesco

Si è concluso ieri a Medellín il congresso latinoamericano “Medellín cinquant’anni: profezia, comunione, partecipazione”, promosso dal Celam (Consiglio episcopale latinoamericano), dall’arcidiocesi di Medellín, dalla Clar (il coordinamento latinoamericano dei religiosi e delle religiose) e dalla Caritas latinoamericana. La concelebrazione conclusiva è stata presieduta dal cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam. Nell’omelia il porporato ha sottolineato che “credere nel Signore non è solo accettare una dottrina o adottare un’etica”, ma soprattutto è l’incontro “con un avvenimento, con una persona viva”, che dà significato alla nostra esistenza, “un incontro personale con il Risorto” che avviene attraverso la famiglia, il lavoro, la società. La messa si è conclusa con un momento di invio missionario, rivolto dal card. Salazar a tutti i vescovi, i sacerdoti, i fedeli presenti. A tutti è stata consegnata una croce come segno di essere discepoli missionari della Chiesa latinoamericana, come impegno a essere una Chiesa missionaria”povera per i poveri, in costante conversione pastorale e in dialogo con il mondo”.

Numerosi nel corso dei tre giorni di convegno, caratterizzati dalla tradizionale scansione metodologica del vedere-giudicare-agire, gli spunti di carattere teologico e pastorale. Tra questi, l’intervento della teologa brasiliana María Clara Lucchetti Bingemer (Università Cattolica di Rio de Janeiro) sul rapporto tra la Conferenza di Medellín e il magistero di Papa Francesco: cinquant’anni fa lo sguardo dei vescovi si incentrò sull’opzione per i più poveri e la Chiesa latinoamericana cessò di essere un riflesso della Chiesa europea, per essere invece “fonte di un nuovo modello ecclesiale”; oggi papa Francesco dà vita con il suo magistero alla stessa opzione preferenziale, in continuità con la Conferenza del 1968.

Padre Pedro María Trigo Durá, teologo gesuita venezuelano, ha messo in evidenza che la “volontà di Dio per l’America Latina è lo sviluppo integrale, e pertanto la Chiesa è chiamata a favorire la realizzazione della persona umana a partire da uno sviluppo integrale, tenendo conto che la vita è dentro la storia”. Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, sottolinea al Sir da Bogotá: “Mi colpisce molto che insieme a relatori come i cardinali Baltazar Porras (Venezuela) e Pedro Barreto (Perú), sia stato invitato padre Pedro Trigo, ottantenne gesuita venezuelano del Centro Gumilla di Caracas, con padre Gustavo Gutiérrez tra i maggiori esponenti della Teologia della Liberazione. Il congresso di Medellín riporta alla radice storica dell’opzione preferenziale dei poveri e la ri-attualizza con il magistero di Papa Francesco, anche in chiave non eurocentrica”.

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