Nave Diciotti: Sella (Don Bosco2000), “non si possono bloccare dei poveri in un porto”. Serve “un piano nazionale di accoglienza”

“Ci sono 150 persone sequestrate su una nave: per alzare la voce con l’Unione europea e cambiare il Trattato di Dublino non si possono bloccare dei poveri in un porto”. Lo afferma Agostino Sella, responsabile dell’associazione “Don Bosco2000”, che ha assistito allo sbarco dei minori dalla nave “Diciotti” a Catania: “Sono 14 ragazzi di 15/16 anni, magri, affamati. I minorenni sono stati trasferiti in un centro ministeriale”. Salesiani per il sociale, attraverso l’associazione “Don Bosco2000” e gli altri enti presenti nel territorio catanese, accoglie e lavora con i minori stranieri non accompagnati, offrendo loro un percorso di integrazione con l’offerta scolastica e di formazione professionale. Per Sella “va fatto un piano nazionale di accoglienza, chiudendo i centri che fanno business sulla pelle dei migranti. Si tratta di persone che scappano dalla guerra: quelli sulla nave ‘Diciotti’ vengono dall’Eritrea, dove a 16 anni ti arruoli o scappi, oppure dal Mali, da tutti Paesi non democratici. Sono stati in carcere in Libia prima di imbarcarsi”. Per Salesiani per il sociale “è prioritario il bene della persona, è una questione di umanità, di pieno rispetto dei diritti della persona”. Per questo, “mostrare i muscoli o trattare con l’Europa sulla pelle di chi non può appellarsi ed esprimere la propria vicenda non è una cosa giusta, l’unico muscolo da mostrare è il cuore”.

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