Incontro mondiale famiglie: card. Blase Cupich (Chicago), “la dignità e la bellezza dell’amore sessuale, trovare un nuovo linguaggio per verità antiche”

La nostra società ci ha abituati ad una visione egocentrica dell’amore sessuale. Ma, come scrive Papa Francesco in Amoris laetitia, “la sessualità non è un mezzo di gratificazione o intrattenimento”, quanto piuttosto è un linguaggio interpersonale in cui l’altro è preso sul serio, nella sua dignità sacra e inviolabile”; questa è la sessualità che ci collega oltre noi stessi. (Amoris laetitia n. 151). Lo ricorda il card. Blase Cupich (Chicago), intervenendo alla seconda sessione del congresso pastorale organizzato a Dublino in occasione dell’incontro mondiale delle famiglie (21-26 agosto). “È una grande ironia – commenta l’arcivescovo di Chicago – che la cosiddetta sessualità libera di una vasta parte della cultura contemporanea, di fatto, restringa e isola coloro che la praticano”. Sessualità ed eros sono intimamente connesse, ricorda Cupich. “L’amore sessuale che spinge le persone ad uscire da se stesse è contrassegnato da un’incomparabile dignità e bellezza – sottolinea –. L’erotismo distaccato, d’altra parte, perché isola e ostacola la nostra capacità di connettersi con gli altri, ci toglie la libertà di essere completamente umani”. Cita quindi Papa Benedetto XVI, che nella “Deus caritas est”, ricorda che esiste un percorso per crescere come esseri sessuali sani ed equilibrati. “Il percorso è l’integrazione – spiega il card. Cupich –. Non è né lo spirito né il solo corpo che ama: è l’uomo, la persona, creatura unificata composta di corpo e anima, che ama”. Come fare, allora, per muoversi lungo questo percorso di integrazione di corpo e anima, in modo che l’amore sessuale sia vero, dignitoso e bello? La risposta a questa domanda l’arcivescovo di Chicago la trova ancora una volta in “Amoris laetitia”. Tre gli elementi che, attingendo dalla Parola di Dio, Papa Francesco indica e che “possono spostare l’amore sessuale verso il suo obiettivo autentico, in ultima analisi, la comunione vitale con Dio e l’un l’altro”. I tre elementi sono comunicazione, moderazione e missione. Cita quindi diverse testimonianze, che affermano come la comunicazione sia “l’ingrediente più importante in un matrimonio riuscito o nella guarigione di una relazione coniugale che è stata ferita”. Un pensiero che trova fondamento nel Cantico dei Cantici. “L’amato e l’amata – sottolinea – prima di condividere i loro corpi, condividono i loro desideri. La loro parola, il loro desiderio reciproco li mette in comunicazione. Questo è così importante in un mondo in cui la sessualità può degenerare in sfruttamento, un esercizio di auto-gratificazione, che Papa Francesco giustamente paragona alla violenza e alla manipolazione (AL nn. 153-157)”. Ecco che allora “le coppie che non hanno paura di comunicare esplicitamente i loro desideri reciproci aprono la via alla comunione”, attraverso una “comunicazione segnata da un ascolto onesto e attento”. “Nella pornografia – osserva il card. Cupich – non c’è comunicazione reciproca, nessun desiderio condiviso e nessun movimento verso la comunione. Di fatto, prevale l’esatto opposto. Le persone sono condotte verso un isolamento opprimente”. Nella storia della spiritualità cristiana e della teologia, la “concupiscenza” è stata associata al desiderio negativo o peccaminoso. A ridisegnare questo concetto è stato il gesuita teologo tedesco Karl Rahner. “Ci ha aiutato a capirlo come desiderio spontaneo – spiega il card. Cupich –. Secondo Rahner, la concupiscenza è la nostra tendenza spontanea a ‘raggiungere e afferrare’ qualsiasi cosa per noi stessi. Ci possono essere, inoltre, distorsioni della concupiscenza, in particolare nel regno della sessualità, in particolare se invece di metterci in comunione con un altro si trasforma in una presa egoistica per la nostra gratificazione”. Ecco che allora “la concupiscenza ha bisogno della redenzione come fanno tante dimensioni della nostra vita. Questo è il lavoro della grazia”, puntualizza Cupich, ricordando come in “Gaudete et exultate”, Papa Francesco ci metta in guardia “dalla falsa illusione di poterci salvare con il solo nostro sforzo umano. Sia chiaro, è necessaria anche la libera collaborazione umana con la grazia di Dio”. In Amoris laetitia (n. 148), Papa Francesco offre sono alcuni consigli molto utili sull’addestramento e la moderazione in materia di amore sessuale. Il card. Cupich ricorda, inoltre, che l’uomo ha bisogno di allenarsi nella moderazione non solo per quanto riguarda l’attività sessuale. “Ci sono realtà come il tifo sportivo o un hobby o una forma di intrattenimento che isola le persone che possono invadere la vita familiare – osserva –. Pensa, ad esempio, al tuo telefono. Queste singole forme di piacere e di intrattenimento, possono chiudere la comunicazione e quindi devono essere posti anche dei limiti. Quindi, una parte del linguaggio che sostiene la dignità e la bellezza dell’amore sessuale sarà inevitabilmente un linguaggio di moderazione, allenamento o formazione”. Il terzo concetto, quello di missione – che è un concetto “pubblico” – sembra di fatto stridere con il concetto di “sessualità”, che è un concetto riservato alla sfera intima e privata della coppia. Ma è proprio quell’amore intimo e privato che, secondo l’arcivescovo di Chicago, “solidifica e stimola gli sposi nella loro relazione, in modo che siano una testimonianza di quanto possa operare l’amore nel mondo e una fonte sacramentale per varie forme di comunione umana”. È quindi nella testimonianza pubblica dei frutti che l’amore opera nel mondo, che si manifesta la “missionarità” dell’amore sessuale. “L’amore sessuale – commenta il card. Cupich – ha una missione nel mondo. Una missione che contribuisce alla dignità e alla bellezza dell’amore sessuale coniugale”. Ricordando l’inno all’amore di san Paolo, che viene ripreso da Papa Francesco nel quarto capitolo di Amoris laetitia, il card. Cupich sottolinea come “l’amore sponsale e familiare ha una missione e diventa una forza modellante nel mondo. Le sue radici sono profonde nell’amore di Dio e nell’amore sessuale appassionato dei partner sposati”. Molti sono, per l’arcivescovo di Chicago, gli orizzonti che Amoris laetitia apre per riflettere sull’amore sessuale delle coppie sposate. A partire dai concetti di comunicazione, moderazione missione. “Certamente – conclude – non è il linguaggio dei commentatori laici sulla sessualità. È, tuttavia, un linguaggio che trae ispirazione dalle fonti della fede, specialmente quelle straordinarie parole di Gesù: Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.

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