Papa Francesco: Buttiglione (Lateranense), “’l’unità è più forte della divisione’ suo principio cardine”

(da Rimini) “Chi oppone la memoria Giovanni Paolo II a Papa Francesco non sa che il primo pellegrinaggio che fece Karol Wojtyla da papa fu a Puebla, dove era andato a conoscere da vicino la teologia della liberazione”. Lo ha detto Rocco Buttiglione, direttore della Cattedra “Giovanni Paolo II” alla Pontificia Università Lateranense, intervenendo oggi al convegno sui cinque anni di pontificato di Papa Bergoglio nell’ambito del Meeting di Rimini. “Da polacco – ha osservato – Giovanni Paolo II conosceva bene il ‘fallimento del marxismo’ come strumento analitico della storia. Io andavo in America Latina in quegli anni, – ricorda Buttiglione – insieme con don Francesco Ricci, per incontrare un gruppo di teologi che avevano preso sul serio l’invito del Papa: Juan Carlos Scannone, Lucio Gera e Jorge Mario Bergoglio, che era allora rettore del Seminario di San Miguel”. Buttiglione ha evidenziato come “essi concepirono il proprio impegno verso una nuova teologia un po’ più ‘al modo di Comunione e Liberazione’”. “Bergoglio ripeteva che un uomo è un uomo e come tale ha dei diritti e una lotta che ignora la dignità di ogni singola persona concreta non può generare vera liberazione”. Da qui – ha aggiunto Buttiglione – nasce “uno dei principi cardine del pensiero di Papa Francesco: l’unità è più forte della divisione”. Il docente ha ricordato così i molti che su questa posizione molti hanno versato il loro sangue, tra cui un amico di Bergoglio, mons. Enrique Angelelli, vescovo di La Rioja, assassinato dai militari, del quale è iniziato di recente il processo di beatificazione. La continuità tra papi, a partire dal Concilio Vaticano II, è stata al centro dell’intervento di Guzmán Carriquiry, vice presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. In un mondo dove ormai le “periferie irrompono nella cristianità” Papa Francesco, “tanto argentino, tanto latino-americano, tanto gesuita”, rappresenta, a suo avviso, “l’itinerario proprio della particolarità che sfida la sterilità del grande cattolicesimo europeo”. “Il pontefice ci ha immersi nella mistica della misericordia e si inchina di fronte ai poveri. Tutto il suo pontificato è un invito alla conversione, alla grande purificazione, innanzitutto dei vescovi e dei loro collaboratori”.

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