Papa Francesco: al Meeting di Rimini, “il cristiano non può rinunciare a sognare che il mondo cambi in meglio”

(da Rimini) “Si torna ad erigere muri, invece di costruire ponti. Si tende ad essere chiusi, invece che aperti all’altro diverso da noi. Cresce l’indifferenza, piuttosto che il desiderio di prendere iniziativa per un cambiamento. Prevale un senso di paura sulla fiducia nel futuro. E ci domandiamo se in questo mezzo secolo il mondo sia diventato più abitabile”. È quanto si legge nel messaggio di Papa Francesco a firma del segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, al Meeting per l’amicizia fra i popoli, che si è aperto ieri a Rimini, inviato al vescovo mons. Francesco Lambiasi. “Il cristiano non può rinunciare a sognare che il mondo cambi in meglio – continua il messaggio -. È ragionevole sognarlo, perché alla radice di questa certezza c’è la convinzione profonda che Cristo è l’inizio del mondo nuovo”. “Non si tratta di ritirarsi dal mondo per non rischiare di sbagliare e per conservare alla fede una sorta di purezza incontaminata – puntualizza il testo -, perché ‘una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo’”. Nel messaggio, inoltre, si sottolinea che “nessuno sforzo, nessuna rivoluzione può soddisfare il cuore dell’uomo. Solo Dio, che ci ha fatti con un desiderio infinito, lo può riempire della sua presenza infinita”. Infine, il pontefice invita a liberarsi “dalla schiavitù dei ‘falsi infiniti’, che promettono felicità senza poterla assicurare”.

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