Ospedale Bambino Gesù: salvo bimbo di 4 anni, aveva ingerito una pila a bottone che gli poteva essere fatale

Senza che i genitori se ne accorgessero, aveva ingerito una disk battery, una pila a bottone di uso comune nei videogiochi e in altri dispositivi elettronici. D., quasi 4 anni, ha iniziato ad avere forti dolori addominali, che hanno costretto mamma e papà a portarlo al pronto soccorso. Invisibile all’esame ecografico e ad altri tipi di indagini, sono stati i medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma a scoprire la presenza della batteria nell’esofago grazie a una radiografia addominale, effettuata a causa del persistere dei sintomi. E quella batteria, nel corpo del bambino probabilmente già da alcuni giorni, aveva sprigionato la sua carica elettrica bruciando i tessuti e mettendone a rischio la vita. Attivate immediatamente le procedure di emergenza previste dal protocollo nazionale ed europeo per questo tipo di eventi, nel giro di un’ora il piccolo era in sala operatoria dove una équipe multidisciplinare (composta da anestesisti, chirurghi endoscopici digestivi, cardiochirurghi, radiologo e infermieri di sala) ha provveduto a rimuovere il pericoloso oggetto.
“Le batterie di questo tipo sono dette ‘killer’ perché le lesioni che provocano possono essere talmente gravi da causare la morte. Possono generare fistole (fori; canali di comunicazione) tra l’esofago e la trachea o tra l’esofago e le arterie toraciche, dando origine ad emorragie gravissime. E nel caso del nostro piccolo paziente la pila a bottone si trovava a soli 3 millimetri dall’aorta”, spiega Luigi Dall’Oglio, responsabile di chirurgia endoscopica digestiva del Bambino Gesù. La batteria aveva causato gravi ustioni all’esofago e prima di procedere con l’estrazione del corpo estraneo sono state effettuate alcune manovre per verificare la presenza del temuto canale di comunicazione con l’arteria aorta. L’intervento di rimozione per via endoscopica – avvenuto lo scorso 14 luglio – si è concluso senza problemi e il team multidisciplinare non è dovuto ricorrere a nessuna delle misure straordinarie predisposte per gestire un caso clinico così complesso.
Il piccolo ha lasciato il reparto di rianimazione ed è in buone condizioni generali. Considerata la possibile insorgenza di emorragie anche a distanza di alcuni giorni, il bambino è rimasto in ospedale, sotto osservazione, per altre due settimane. Da gennaio 2017 ad oggi al pronto soccorso dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù sono giunti più di 500 bambini che avevano ingerito un corpo estraneo, la maggior parte dei quali, fortunatamente, sono stati espulsi per le vie naturali. Nello stesso periodo sono stati eseguiti oltre 90 interventi di estrazione endoscopica degli oggetti ingeriti accidentalmente dai più piccoli. Si tratta delle cose più disparate: monete, spille da balia, chiodi, viti, ami da pesca, pezzi di plastica, ciondoli, bottoni. Tra i più pericolosi, magneti e batterie, in grado di perforare e ustionare i tessuti interni con conseguenze anche letali. L’ingestione di batterie rappresenta il 15% dei casi.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy