Germania: mons. Schick (Bamberga), “chi non crede nel bene nell’uomo non lavorerà per la riconciliazione”

Termina oggi, presso il lager di Auschwitz in Polonia, il IX workshop europeo su come affrontare e risolvere la violenza del passato. Il workshop è organizzato dalla “Fondazione Massimiliano Kolbe per il dialogo internazionale e la soluzione dei conflitti”, fondata nel 2007 con il sostegno delle Conferenze episcopali polacche e tedesche. L’arcivescovo di Bamberga, mons. Ludwig Schick, presidente della Commissione per la Chiesa internazionale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha ricordato nella sua omelia durante la messa conclusiva dell’incontro che la riconciliazione ha bisogno di riaffermare che l’uomo è buono ed in grado di portare avanti buoni principi: “Credere che l’uomo è immagine di Dio è la base per la riconciliazione tra le persone. Chi non crede nel bene nelle persone, non agirà per la riconciliazione”. Per il prelato, “la base per qualsiasi dialogo di verità e riconciliazione è il riconoscimento dell’uguaglianza di tutte le persone, che desiderano giustizia, pace, solidarietà e armonia”, ed ha ricordato come il sacrificio di san Massimiliano Kolbe “ci aiuta a riconoscere meglio l’uomo nella sua psiche e predisposizione sociale”. Infatti, “quando un compagno di prigionia doveva essere inviato al bunker della fame, san Massimiliano Kolbe si offrì al suo posto, e ciò fu perché l’amore di Cristo lo spingeva a dare un segno di umanità. Per i cristiani, quindi, è compito e missione proclamare l’amore di Cristo, in modo che il maggior numero possibile di uomini diffonda la civiltà dell’amore”.

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