Crollo ponte a Genova: D’Angelo (Protezione civile), “prima preoccupazione è la ricerca delle persone”. Ospitalità in alberghi o contributo di autonoma sistemazione per gli sfollati

Foto Dipartimento della Protezione Civile​ - Presidenza del Consiglio dei Ministri

“La prima preoccupazione è la ricerca delle persone. Ci sono circa 340 Vigili del fuoco che stanno operando sotto le macerie, supportati da Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Croce rossa e Capitaneria di porto. Le ricerche continueranno fino a quando saremo sicuri che non c’è più nessuno da soccorrere”. Luigi D’Angelo, direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile, fa il punto della situazione con il Sir a 48 ore dal crollo del ponte Morandi di Genova che ha provocato finora 38 vittime accertate e 15 feriti. “La popolazione indirettamente coinvolta è composta da 337 famiglie, circa 560 persone che risiedono in 13 numeri civici per una decina di palazzine che si trovano sotto la parte del ponte non crollata. Con i tecnici di Autostrade e i Vigili del fuoco – spiega -, si stanno effettuando le verifiche della stabilità del pilone rimasto in piedi. È importante intervenire rapidamente anche per dare respiro alle aree interessate, dove ci sono strade e attività produttive che devono riprendere il lavoro”. Due le forme di assistenza per gli sfollati: l’ospitalità in alberghi o il contributo di autonoma sistemazione. “Questa seconda opzione probabilmente sarà la più utilizzata: ad oggi, infatti, soltanto 3 persone hanno chiesto assistenza presso il Centro di accoglienza allestito dal Comune. Le altre hanno trovato sistemazione presso parenti o amici. La contribuzione mensile – conclude D’Angelo – sarà garantita in maniera proporzionale al nucleo familiare e verrà riconosciuta a partire dal giorno in cui si è verificato il cedimento del viadotto”.

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