Bosnia-Erzegovina: Bihac, protesta popolare chiede soluzioni per i migranti. Mons. Komarica, “servono risposte adeguate”

Centinaia di persone si sono riunite ieri a Bihac, cittadina nella Bosnia nord-ovest, al confine con la Croazia, per protestare contro la inadeguata politica del governo nei confronti delle migliaia di migranti che attendono nella città al confine la possibilità di andare in Croazia e proseguire verso l’Europa occidentale.
I cittadini hanno chiarito di non essere contrari ai migranti ma protestano contro le autorità competenti che “non fanno niente di concreto per trovare soluzioni per l’alloggio degli stranieri”. Attualmente a Bihac ci sono circa 5mila migranti ma non esistono strutture apposite per ospitarli, la gente dorme in uno studentato abbandonato in stato decrepito. Anche gli aiuti forniti dalle associazioni non-governative non è facilitato dallo Stato, nella zona già opera il ramo croato del Servizio dei gesuiti per i rifugiati, Jrs, in collaborazione con la Caritas-Banja Luka.
Secondo il vescovo locale mons. Franjo Komarica, che ha visitato di recente la città, incontrando il sindaco Sukret Fazlic, “la crisi dei migranti ha bisogno di una risposta adeguata da parte delle istituzioni”. “I migranti – ha affermato – hanno la loro dignità umana e aspettano di essere rispettati in quanto esseri umani”. E ha domandato: “Come potremmo cercare aiuto per i nostri sfollati dalle istituzioni internazionali se non trattiamo bene questi rifugiati?”. “È duro costatare come i Paesi ricchi europei rifiutano di condividere una parte del loro benessere e costruiscono muri per i migranti ai loro confini”, ha concluso.

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