Bosnia-Erzegovina: Krnjeusa, commemorazione eccidio del parroco e di 240 fedeli. Mons. Komarica, “fedeltà alla Chiesa e alla patria”

L’11 agosto a Krnjeusa (Bosnia occidentale) si è svolta la commemorazione del 77° anniversario dall’uccisione del parroco don Kresimir Barisic e di altri 240 fedeli. La messa è stata celebrata dal vescovo di Banja Luka, mons. Franjo Komarica, sui resti del cimitero cattolico, unico segno visibile rimasto della parrocchia distrutta di Krnjeusa. Il 9 e 10 agosto 1941 in seguito agli attacchi dei cetnici (gruppo militare fedele al re di Belgrado) e dei partigiani, due schieramenti molto ostili ai croati cattolici, diverse località della Bosnia occidentale furono devastate, mentre la parrocchia di Krnjeusa, composta da una ventina di villaggi e frazioni, fu completamente bruciata. Nella sua omelia mons. Komarica ha rilevato “la fedeltà alla Chiesa e alla patria fino allo spargimento di sangue delle vittime”. Secondo il vescovo, “nostro dovere è non dimenticare quei membri delle nostre comunità”. “La diocesi di Banja Luka – ha aggiunto il presule – ha aperto il processo di beatificazione del parroco di Krnjeusa don Kresimir Barisic insieme ad altri tre sacerdoti diocesani della zona uccisi in odium fidei”. Tra le vittime ci sono anche tre giovani chierichetti, aspiranti seminaristi, mentre il numero preciso delle persone uccise non è noto, come anche il loro luogo di sepoltura, probabilmente una fossa comune. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale la rifondazione della parrocchia di Krnjeusa non è stata possibile a causa del regime totalitario in Jugoslavia: i fedeli della parrocchia non furono riammessi alle loro case mentre i loro beni furono confiscati dalle autorità.

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