#PerMilleStrade: don Ramello (Piemonte-Valle d’Aosta), un’impronta della presenza di Dio

“A Cracovia, papa Francesco ci aveva invitato a lasciare un’impronta. Per questo abbiamo deciso di mettere al centro del pellegrinaggio la Sindone, di contemplare cioè l’amore di Cristo e diventare a nostra volta segno della presenza di Dio”. È questo il messaggio che arriva dai cammini del Piemonte e della Valle d’Aosta, sottolinea don Luca Ramello, incaricato regionale della pastorale giovanile. Il sacro telo, che questa sera i 2.500 giovani che via via hanno composto la delegazione piemontese potranno venerare durante un’ostensione straordinaria (“in modo orizzontale, così come lo vide il discepolo amato, icona del Sinodo”, ricorda il sacerdote) e che “ha dato il nome alla prima parte del cammino”, è “il segno del Risorto che vive nella Chiesa, nei Sacramenti e in coloro che vogliono vivere il Vangelo”.
Secondo don Ramello, l’esperienza “Per mille strade” ha messo in luce e favorito “la dimensione della comunione tra diocesi”. Inoltre, “ha permesso di mettersi a servizio, di riconoscere le fragilità degli altri e le proprie”. “Il cammino – conclude – ha consentito di scoprire luoghi di interesse naturalistico, artistico e culturale”.

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