#PerMilleStrade: don Pascolini (Umbria), una Chiesa in cammino che ridesta le domande di senso

Il passaggio dei giovani lungo le strade dell’Umbria è un momento di “evangelizzazione stupenda”. “Si tratta di una Chiesa in cammino che riesce ad interrogare l’uomo della strada. Oltre a tanta gente generosa, infatti, abbiamo incrociato gli scettici che si sono fermati a domandarci cosa stessimo facendo e perché”, racconta don Riccardo Pascolini, incaricato della pastorale giovanile umbra, sottolineando che quella curiosità “rappresenta implicitamente anche una domanda sulla loro stessa fede”. “Per molte persone che ci hanno avvicinato, lo scetticismo iniziale si è trasformato in ammirazione e poi in domande che hanno provocato un dialogo positivo con i ragazzi”, spiega il sacerdote per il quale un primissimo effetto dei pellegrinaggi dei giovani verso Roma è stato proprio quello di “ridestare le domande di senso nella gente”. Inoltre, aggiunge don Pascolini, “l’esperienza è stata significativa per i ragazzi perché ha rivelato loro la possibilità di riuscire a stare in fraternità, di raggiungere obiettivi che sembravano impossibili, di farcela anche se in ritardo rispetto al gruppo”. A dimostrazione del fatto che “con la preghiera e la buona volontà, possiamo raggiungere la meta perché il Signore ci aiuta”. E questo, rileva, “è ciò che accade anche nella vita”.
“Esperimento riuscito” anche quello di vivere l’esperienza senza cellulari, né soldi propri, ma in piccole fraternità, con una cassa comune. “Questo – conclude – aiuta a scoprire i propri limiti, a crescere, a creare relazioni importanti e durature. Il non avere gli smartphone è una forma di distacco che permette di rieducarci per poi riutilizzarli meglio”.

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