#PerMilleStrade: don Gulotta (Sicilia), dall’accoglienza e dalla cultura la forza per reagire alla mafia

La commozione mentre accendevano le candele sulla tomba di don Pino Puglisi, l’attenzione durante la tavola rotonda sulla legalità a Corleone, l’impegno nelle attività ecclesiali e sociali della Caritas, dell’oratorio di Santa Chiara e di fratel Biagio Conte durante la tappa a Palermo. Lungo i percorsi, i circa 2000 ragazzi della Sicilia che hanno partecipato a “Per mille strade” hanno sperimentato, sottolinea don Gaetano Gulotta, incaricato della pastorale giovanile regionale, che le loro città non sono “solo mafia, ma sono luoghi di accoglienza e di generosità”. Come ad esempio Corleone: “I giovani – racconta – sono stati ospitati nelle famiglie, che addirittura hanno provveduto a comprare ai ragazzi abiti e scarpe nuove per sostituire quelli bagnati dal temporale e che non erano riusciti ad asciugare”. Sempre lì, aggiunge, “hanno preso parte ad una tavola rotonda in cui altri giovani hanno parlato loro di mafia e di legalità, spiegando che la città reagisce con la cultura e facendo propri gli insegnamenti dei santi locali”.
I diversi itinerari che si sono snodati lungo la regione sono stati “un’occasione meravigliosa” che ha aiutato i giovani “a fare una riflessione per la loro vita”, spiega don Gulotta evidenziando che “tutti sono felici, motivati, non si sono mai lamentati”. Anzi, sono stati “formatori delle persone più adulte e segno di contraddizione rispetto a ciò che si dice sulle nuove generazioni”.

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