Abusi: card. Ladaria (Congregazione dottrina fede), “molti casi riferiti a decenni fa, ma non abbiamo certezza che fenomeno sia esaurito”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Tra le sue competenze la congregazione ha quella di studiare e giudicare i casi di abusi commessi da chierici. Noi autorizziamo i vescovi a procedere contro un presunto colpevole. Devo dire che molti casi che arrivano al dicastero in materia di abusi sui minori sono riferiti a decenni fa. Questo potrebbe far sperare che si tratti soprattutto di un fenomeno del passato, ma non abbiamo purtroppo certezza che sia esaurito”. Lo ha detto il card. Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, in un’intervista rilasciata a L’Osservatore Romano, questa sera in edicola con la data di domani. Ripercorrendo la sua formazione, il porporato si è soffermato sulla teologia oggi che non reputa in declino rispetto alla stagione del Concilio. “Tuttavia, ci sono sempre stati dei grandi momenti, e quello del Concilio è da considerare uno di questi. Al Vaticano II c’erano illustri teologi e alcuni di loro li ho poi conosciuti di persona. Oggi mancano questi grandi nomi. Ma non significa che non ci sia un alto livello teologico nelle università, e in ogni caso non credo che la teologia sia in declino. Siamo piuttosto in un momento di assimilazione e di critica dopo il Concilio”. A proposito dei temi di cui si sta occupando la Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale ha indicato, in particolare, quelli di “ecclesiologia, libertà religiosa, sacramenti”. “E stiamo concludendo una riflessione sull’antropologia biblica, dalla quale ci attendiamo risposte per i quesiti del nostro tempo”. Riferendosi alla consuetudine antecedente al Concilio Vaticano II, secondo cui il Papa era anche prefetto della Congregazione, il card. Ladaria ha affermato che “Paolo VI ha voluto un prefetto anche per il dicastero, ma di fatto prima del Concilio, anche se il Papa era formalmente il prefetto, a svolgere questo ruolo nel concreto era il segretario”. “Comunque, questo non significa che ora il pontefice segua con meno interesse l’attività della Congregazione. E posso testimoniare che, con Benedetto XVI e con Francesco, il Papa ha sempre seguito e segue il nostro lavoro, direttamente e con una grande attenzione”.

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