Sgombero Camping river: Associazione 21 luglio, “profonda vigliaccheria nei confronti dei bambini”

L’Associazione 21 luglio punta il dito su ciò che definisce “un gesto di profonda vigliaccheria nei confronti dei bambini: prima il 90% dei bambini e ragazzi del campo andavano a scuola, ora no. Prima avevano acqua ed energia elettrica, ora no”. Lo ha detto oggi Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, nella conferenza stampa che si è tenuta in relazione allo sgombero operato dal Comune di Roma dell’insediamento di Camping River dove da 13 anni vivevano circa 300 persone rom. “La notte dello sgombero – ha ricordato Stasolla – a Roma ha piovuto molto e i rom hanno dovuto passare la notte in strada, sotto l’acqua. Poi sono stati dispersi con una parolina magica: ‘Se restate qui vi toglieremo i bambini'”. L’avvocato dell’Associazione 21 luglio Aurora Sordini, che si è occupata del ricorso di tre richiedenti del campo alla Corte europea dei diritti dell’uomo, ha annunciato: “Il ricorso non si è chiuso qui. Si è solamente esaurita la misura provvisoria che rinviava lo sgombero al 27 luglio. I richiedenti andranno avanti per perfezionare il ricorso”. Per accogliere nelle strutture assistenziali 123 persone, prevalentemente mamme con bambini fino al 30 settembre 2018, mentre i padri e figli sono sulla strada, “il Comune di Roma spenderà 400mila euro – è la cifra fornita dall’associazione -. Solo 5 degli 81 nuclei ammessi alle misure di sostegno per il Comune di Roma ha accettato il rimpatrio assistito”.

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