Papa Francesco: udienza, “gli idoli chiedono sangue”. “Gente senza lavoro” per imprenditori che “rovinano famiglie”. Giovani vittime dell’idolo della droga. Non “truccarsi per diventare una dea”

foto SIR/Marco Calvarese

“Gli idoli chiedono sangue”. Lo ha spiegato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha fatto notare che “in antichità si facevano sacrifici umani agli idoli, ma anche oggi: per la carriera – parlate con un arrampicatore – si sacrificano i figli, trascurandoli o semplicemente non generandoli”. Anche la bellezza, per Francesco, “chiede sacrifici umani”. “Quante ore davanti allo specchio!”, ha esclamato a braccio: “Qualche donna spende per truccarsi, e questa è anche un’idolatria. Non è cattivo truccarsi, ma normalmente, non per diventare una dea”. “La fama chiede l’immolazione di sé stessi, della propria innocenza e autenticità”, l’altra denuncia del Papa: “Il denaro ruba la vita e il piacere porta alla solitudine. Le strutture economiche sacrificano vite umane per utili maggiori”. “Pensiamo a tanta gente senza lavoro perché gli imprenditori di quell’impresa, di quella ditta, hanno risolto di congedare gente per guadagnare più soldi”, ha tuonato a braccio a proposito dell’“idolo dei soldi”. “Si vive nell’ipocrisia, facendo e dicendo quel che gli altri si aspettano, perché il dio della propria affermazione lo impone”, l’analisi dello scenario attuale: “E si rovinano vite, si distruggono famiglie e si abbandonano giovani in mano a modelli distruttivi, pur di aumentare il profitto. “Anche la droga è un idolo”, ha aggiunto a braccio Francesco: “Quanti giovani rovinano la salute, persino la vita, adorando quest’idolo della droga!”.

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