Papa Francesco: ai gesuiti, “suicidi, dipendenze e terrorismo opzioni per i giovani che non hanno lavoro”

“La persona che non ha lavoro si sente senza dignità”. Lo ha detto Papa Francesco incontrando stamani, nell’auletta dell’Aula Paolo VI, prima dell’udienza generale, i giovani gesuiti che hanno partecipato all’incontro “European Jesuits in formation” e rispondendo alla domanda di uno di loro. “Non avere lavoro toglie la dignità. E di più: non è il fatto di non poter mangiare, perché può andare alla Caritas e le danno da mangiare – ha aggiunto il Pontefice -. Il problema è non poter portare il pane a casa: toglie la dignità. Quando io vedo – voi vedete – tanti giovani senza lavoro, dovremo domandarci perché”. Quindi, il riferimento al “numero dei suicidi giovanili” che “è in aumento”, “ma i governi – non tutti – non pubblicano il numero esatto: pubblicano fino a un certo punto, perché è scandaloso”. Francesco ha chiesto ai gesuiti presenti “perché si impiccano, si suicidano questi giovani?” “La ragione principale di quasi tutti i casi – ha risposto – è la mancanza di lavoro. Sono incapaci di sentirsi utili e finiscono. Altri giovani non se la sentono di affrontare il suicidio, ma cercano un’alienazione intermedia con le dipendenze, e la dipendenza, oggi, è una via di fuga da questa mancanza di dignità”. In concreto, Francesco ha invitato a pensare che “dietro a ogni dose di cocaina c’è una grande industria mondiale che rende possibile questo, e probabilmente – non sono sicuro – il movimento di denaro più grande nel mondo”. Così legge anche la deriva terrorista come una conseguenza della mancanza di lavoro. “Suicidi, dipendenze e uscita verso la guerriglia sono le tre opzioni che i giovani hanno oggi, quando non c’è lavoro”. La soluzione indicata dal Papa è “una coraggiosa creatività, per cercare il modo di venire incontro a questa situazione”. “Il problema ha soluzione – ha affermato Francesco -, ma bisogna trovare il modo, c’è bisogno della parola profetica, c’è bisogno di inventiva umana, bisogna fare tante cose. Sporcarsi le mani”.

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