Diocesi: mons. Satriano (Rossano-Cariati) dopo le visite in Kenya e Albania, “l’umanità è una e non è divisibile, non è classificabile”

“Una Diocesi per le strade del mondo, un pellegrinaggio nel santuario dell’umanità”. Così monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Rossano – Cariati, ha definito l’esperienza missionaria in Kenya e in Albania che nel mese di luglio ha vissuto in prima persona insieme ad altri sacerdoti e laici della diocesi calabra. “In questo tempo così convulso, in cui facili proclami ammaliano la nostra vita orientandola a scelte e stili molto discutibili, non è facile parlare di esperienze come quelle vissute dalla nostra Chiesa diocesana sia in terra d’Africa, in Kenya, sia in terra di Albania, nel Nord, tra popolazioni musulmane”, ha scritto il presule. “Esperienze vive, quelle affrontate, ricche di vibrazioni che toccano il cuore e che lasciano filtrare storie e situazioni particolari di vita lontane dal nostro mondo opulento che ha idolatrato il benessere come unica ragione del proprio esistere”.
Mons. Satriano ha sottolineato come “quanto sperimentato, visitato e toccato con mano ci ha condotto a ad assaporare testimonianze di vita, volti e forti emozioni, che rimandano tutte ad una sola parola: umanità”. Infatti, “nel nostro mondo, sempre più alla ricerca di garanzie e sicurezze, l’arte che andiamo imparando è quella del blindare le porte delle nostre case, del costruire recinti, dell’erigere muri che separano e identificano, dimenticando così tempi e luoghi della storia, dove tutto questo ha generato percorsi di dolore e di annullamento della persona”. L’esperienza di “passare dall’altra parte del mondo ed entrare nelle pieghe di società povere, derubate da politiche corrotte, spesso alimentate da poteri occidentali, fa cogliere con chiarezza come lo spettro del povero, del migrante, del rifugiato, altro non è che la risultante di una indifferenza sociale che pervade il nostro mondo e con il quale sottoscriviamo autentici stupri e abusi nei confronti di società povere, affamando e uccidendo la speranza di tanti popoli che avrebbero in sé la capacità di costruire percorsi di vita”. Il presule rossanese ha constatato come “sia in Kenya, come in Albania, l’accoglienza incontrata, l’amicizia vissuta, ci ha rigenerato e consegnato ad un’importante verità: l’umanità è una e non è divisibile, non è classificabile”. Per mons. Satriano, “l’umanità è il sogno di Dio in cui specchiandoci potremo trovare senso, gioia e vita per i nostri giorni. L’umanità è il sacro, inviolabile scrigno di cui ciascuno è chiamato ad essere custode attento per rendere possibile il futuro su questa terra”.

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