Notizie Sir del giorno: ecomafie, pace Etiopia-Eritrea, Tajani in Libia, Dolan su bambini migranti separati da genitori, abusi nella Chiesa, inchiesta sanità lucana, Vanzina

Ecomafie: Legambiente, nel 2017 sono aumentati gli illeciti ambientali. In totale 30.692 (+18,6%), 84 al giorno. Fatturato dei clan sale a 14,1 miliardi

Nel 2017 sono aumentati gli illeciti ambientali: sono stati infatti 30.692 quelli registrati (+18,6% per cento rispetto al 2016), in media 84 al giorno (circa 3,5 ogni ora). In aumento anche il numero di persone denunciate (39.211, in crescita del 36%) e i sequestri effettuati (11.027, +51,5%). Sono questi alcuni dei numeri contenuti nel “Rapporto Ecomafia” 2018 di Legambiente presentato questa mattina alla Camera dei deputati. Stando al Rapporto, il fatturato dei 331 clan dell’ecomafia è cresciuto in un anno del 9,4% arrivando a 14,1 miliardi euro.
Nel 2017 sono state le 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali con un aumento del 139,5% rispetto al 2016. Di questi 158 sono per i delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, previsti dalla legge sui ecoreati, con ben 614 procedimenti penali avviati, contro i 265 dell’anno precedente. A ciò si aggiungono 76 inchieste per traffico organizzato (più del doppio rispetto alle 32 del 2016), 177 arresti, 992 trafficanti denunciati e 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati (più di otto volte rispetto alle 556mila tonnellate del 2016). È questo il settore dove si è registrato un vero e proprio boom di illeciti, con una percentuale che sfiora il 24%. Seguono i delitti contro gli animali e la fauna selvatica (22,8%), gli incendi boschivi (21,3%), il ciclo del cemento (12,7%). (clicca qui)

Etiopia-Eritrea: don Zerai su visita ad Asmara del primo ministro etiope, “grande gioia ma i passi da fare sono molti”

“Le immagini della folla festante per le strade di Asmara sono il segno più evidente della sete di pace del popolo eritreo, del desiderio della gente di mettere fine a questa situazione di tensione, un clima fatto di non guerra e non pace, che ha diviso due popoli tra loro vicini e fratelli”. A commentare al Sir la visita di ieri del primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ad Asmara, capitale dell’Eritrea, con lo storico abbraccio con il presidente Isaias Afwerki, prima riunione tra leader dei due Paesi in 20 anni, è don Mussie Zerai, sacerdote eritreo fondatore e presidente dell’ong Habeshia. La guerra scoppiata al confine tra i due Paesi, tra il 1998 e il 2000, era stata all’origine di un irrigidimento dello stesso governo di Asmara. “A causa di questa situazione di non guerra e non pace – continua il sacerdote, lui stesso fuggito dal Paese e accolto come rifugiato in Italia – si è instaurata in Eritrea una dittatura con posizioni rigide, liberà fondamentali sospese. La speranza è che questa nuova stagione inneschi un cambiamento politico interno che restituisca libertà, diritti, e dignità al popolo eritreo. Ma per questo servirà un lungo lavoro di riconciliazione”. (clicca qui)

Ue-Libia: Tajani (Europarlamento) in visita a Tripoli. “Concentrare sforzi su ricostruzione e democratizzazione”

(Bruxelles) “La stabilità dell’Europa passa dalla stabilità della Libia. L’Unione europea deve parlare con una sola voce e tutti i nostri sforzi devono essere volti a sostenere la ricostruzione di uno Stato che diventi un nostro solido partner”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in apertura della sua visita ufficiale a Tripoli. “Il Parlamento europeo resta al fianco del popolo libico, che merita pace, stabilità, democrazia e prosperità”, ha aggiunto Tajani. “Oggi sono in Libia per discutere il ruolo che il Parlamento europeo può svolgere a favore del processo di stabilizzazione del Paese e per sostenere l’organizzazione e lo svolgimento, in futuro, di elezioni democratiche”. Tra i temi affrontati nei colloqui anche i flussi migratori e la situazione dei migranti. (clicca qui)

Stati Uniti: card. Dolan (New York), “portare via i bambini dalle famiglie è contro la Bibbia e antiamericano”

(da New York) “Portare via i bambini dalle famiglie è contro la Bibbia e antiamericano”. Lo ha scritto il cardinale Timothy Dolan in una lettera aperta a tutte le parrocchie di New York, dopo aver visitato, la scorsa settimana, alcuni dei bambini separati dai genitori al confine con il Messico e ora alloggiati in un ex convento del Bronx, assistiti da tante associazioni caritative locali. “È stato straziante vedere questi bambini senza i loro genitori – ha scritto Dolan – e rendermi conto del caos e dei traumi che devono affrontare”. Il presule definisce “altrettanto commovente” l’incontro con i professionisti “che con competenza e compassione si stanno prendendo cura di loro”. Il cardinale di New York si dice seriamente preoccupato per una questione che tocca la Chiesa non solo dal punto di vista pastorale, ma anche etico e umanitario e ricorda comunque che i cattolici sono “entrati in scena molto prima delle emergenze attuali”, come ad esempio nel Catholic Immigration Center della Caritas, nel cuore di Manhattan, dove negli ultimi cinque anni è stata fornita assistenza legale e istruzione a oltre 10mila minori, giunti in città con le famiglie o non accompagnati. (clicca qui)

Abusi nella Chiesa: p. Zollner (La Civiltà Cattolica), “centralizzazione dei processi aiuta a prevenire occultamento e copertura da parte dei superiori”

“Alti e altissimi rappresentanti della gerarchia ecclesiastica, e al di sopra di tutti Papa Benedetto XVI e Papa Francesco, hanno richiesto di affrontare seriamente la questione degli abusi sessuali sui minori commessi da uomini di Chiesa. Già prima di diventare Papa, l’allora cardinale Josef Ratzinger, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, aveva preso alcune decisioni rilevanti per il trattamento dei casi di abuso. Erano stati prolungati i termini di prescrizione, al fine di proteggere le vittime, e l’abuso contro le persone con disabilità mentale era stato considerato come reato. Papa Francesco ha continuato e rafforzato la linea del suo predecessore, soprattutto con l’istituzione della Pontificia Commissione per la tutela dei minori”. Lo scrive padre Hans Zollner, direttore del Centre for Child Protection (Ccp), nel terzo volume della collana di monografie digitali de “La Civiltà Cattolica” dal nome “Accènti”. Rispetto ai processi penali, secondo Zollner “sarebbe auspicabile che potessero aver luogo nel territorio d’origine. Si faciliterebbe così un iter più veloce e più trasparente” ma “bisogna tenere presente che la centralizzazione dei processi aiuta a prevenire temibili meccanismi di occultamento e di copertura da parte dei superiori”. (clicca qui)

Inchiesta sanità lucana: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “ho sempre combattuto la logica delle raccomandazioni”

“Quest’esperienza, dolorosa, da calvario mediatico, personalmente la sto vivendo in questi giorni nel silenzio e nella preghiera. Fa male passare come un ‘questuante’ a servizio dei poteri forti. Una logica che ho sempre combattuto, soprattutto quella delle raccomandazioni”. Lo ha detto l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nell’omelia della messa che ha concluso l’ottavario della festa della Madonna della Bruna, facendo riferimento all’inchiesta sulla sanità lucana alla quale il presule è estraneo. “Ogni giorno raccolgo le lacrime di mamme o papà in pena per i propri figli che non trovano lavoro; di famiglie che non possono vivere con dignità la loro vita perché mancano del necessario e tante altre situazioni dolorose e disperate – ha aggiunto –. Sento che è mio dovere di pastore farmi carico delle pene del mio popolo e di venire incontro come posso alle tante esigenze”. (clicca qui)

Carlo Vanzina: Giraldi (Cnvf), “maestro della commedia all’italiana, con il fratello, sulle orme di Steno”

“Ci lascia la metà della coppia di autori, i fratelli Vanzina, che ha firmato la commedia italiana degli ultimi 40 anni, raccogliendo l’eredità cinematografica del padre Steno e sapendo anche innovare il genere con intelligenza e giusta provocazione”. Così Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film (Cnvf) della Cei, commenta al Sir la morte del regista e sceneggiatore Carlo Vanzina.
Classe 1951, Vanzina è morto ieri a Roma, dopo una lunga malattia. Ricca la carriera cinematografica – 42 anni di attività e oltre 50 film – condivisa con il fratello maggiore Enrico, entrambi figli del celebre regista della commedia italiana Stefano Vanzina, in arte Steno.
“Mentre Enrico aveva trovato il suo specifico nella sceneggiatura, con la scrittura dei copioni cinematografici – ricorda Giraldi –, Carlo sedeva dietro alla macchina da presa, dopo una formazione non solo con il padre ma anche con Mario Monicelli, altra grande colonna della commedia italiana”. (clicca qui)

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