Nicaragua: Ortega dice no alle elezioni anticipate. Ancora scontri e repressioni. I vescovi si chiedono se abbia senso far proseguire il dialogo

Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega ha respinto sabato la proposta dei Vescovi di anticipare le elezioni presidenziali al marzo 2019, mentre scontri e repressioni hanno preso ulteriore forza durante il fine settimana. Rischia perciò di ripartire senza prospettive il dialogo nazionale, il cui incontro è in programma oggi. Si tratta di una ripresa azzoppata in partenza, proprio perché l’incontro della Commissione elettorale (che avrebbe dovuto discutere la proposta di anticipare le elezioni) è stato rinviato, mentre si riunirà la Commissione per la verifica e la sicurezza. Ma la Conferenza episcopale, in seguito agli ultimi sviluppi, potrebbe prendere un’ulteriore pausa di riflessione o addirittura valutare se ci siano le premesse per dare un seguito al dialogo nazionale, come ha fatto intendere ieri dopo la messa domenicale il vescovo ausiliare di Managua, mons. Silvio José Báez: “Non possiamo continuare a restare seduti con rappresentanti di un Governo che mente, che non accetta le sue responsabilità e che continua ad attaccare e massacrare la popolazione civile”.
Nel fine settimana le repressioni più gravi sono avvenute nelle città di Jinotepe e Diaramba. Un appello a cessare gli attacchi è stato rivolto anche dall’arcivescovo di Managua, cardinale Leopoldo Brenes. Gli attacchi degli ultimi giorni sono stati condannati anche dal segretario esecutivo della Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh), Paulo Abrao. La Cidh ha espresso, insieme all’Onu, formale richiesta al Governo del Nicaragua di far cessare gli attacchi contro la popolazione civile.

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