Inchiesta sanità lucana: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “ho sempre combattuto la logica delle raccomandazioni”

“Quest’esperienza, dolorosa, da calvario mediatico, personalmente la sto vivendo in questi giorni nel silenzio e nella preghiera. Fa male passare come un ‘questuante’ a servizio dei poteri forti. Una logica che ho sempre combattuto, soprattutto quella delle raccomandazioni”. Lo ha detto l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nell’omelia della messa che ha concluso l’ottavario della festa della Madonna della Bruna, facendo riferimento all’inchiesta sulla sanità lucana alla quale il presule è estraneo. “Ogni giorno raccolgo le lacrime di mamme o papà in pena per i propri figli che non trovano lavoro; di famiglie che non possono vivere con dignità la loro vita perché mancano del necessario e tante altre situazioni dolorose e disperate – ha aggiunto –. Sento che è mio dovere di pastore farmi carico delle pene del mio popolo e di venire incontro come posso alle tante esigenze”. Poi, l’arcivescovo ha posto una domanda: “A che serve continuare a celebrare feste nei nostri paesi e in città se manca l’attenzione a chi vorrebbe partecipare e vivere la festa e non può?” “Ai piedi della croce – ha concluso –, ancora una volta, raccolgo il testimone dell’amore gratuito e disinteressato per servire questa Chiesa, questo territorio”.

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