Cura del creato: card. Turkson, “situazione allarmante, i poveri subiscono l’impatto più pesante”

“Subito dopo la promulgazione di Laudato si’, nel dicembre 2015, 196 Paesi avevano adottato l’Accordo di Parigi con il proposito di contenere la crescita del riscaldamento globale sotto i 2°C rispetto ai livelli pre-industriali e, se possibile, sotto 1,5°C. Smentisco che ci sia stato questo impegno”. Lo dice al Sir il card. Peter A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, al termine della conferenza che si è svolta in Vaticano a tre anni dalla diffusione dell’enciclica. “Sono passati due anni e mezzo e la situazione è allarmante – denuncia il porporato -, lo scioglimento dei ghiacciai prosegue, la desertificazione avanza, le condizioni dell’atmosfera sono preoccupanti per l’alta concentrazione di emissioni di CO2 e le conseguenze più gravi non sono per noi che viviamo nei grandi continenti”. Il cardinale sottolinea come “a subire l’impatto più pesante sono i poveri”. Per il prefetto “è più che mai urgente agire”. “Spero che il Cop 24 sul clima del prossimo dicembre a Katowice (Polonia, ndr) sia una pietra miliare in questo cammino delineato a Parigi”. Il cardinale sottolinea come “senza la volontà politica dei governi le linee guida e le migliori intenzioni non possono tradursi in azioni concrete” e che “gli aspetti economico-finanziari spesso condizionano l’operato degli esecutivi”. “Il Papa auspica infatti che la finanza ritorni a essere strumento finalizzato alla migliore produzione di ricchezza, allo sviluppo e alla cura dell’ambiente”. In particolare, “occorre promuovere una giusta transizione verso le energie rinnovabili e investire nel cambiamento”.

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