Minori e carcere: Albano (Garante infanzia), “approvare le norme per un’esecuzione penale a misura di minorenne”

“L’Italia ha l’opportunità di colmare un vuoto che dura da più di 40 anni: adottare norme per l’esecuzione della pena nei confronti di condannati minorenni che tengano conto della loro giovane età e della loro personalità in formazione”. A sostenerlo è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano. “Va approvato lo schema di decreto legislativo ora all’esame delle commissioni Giustizia e Bilancio di Camera e Senato – prosegue la Garante – tenendo conto dei principi dettati dalla legge delega”. “Si dovrebbero pertanto rimuovere dal testo in discussione le norme che ostacolano l’accesso dei minorenni autori di reato alle misure esterne”, spiega, rilevano che “ogni ragazzo è infatti una storia a sé che va valutata caso per caso. L’accesso a misure di comunità, ai permessi premio e al lavoro esterno deve poter prescindere dalla tipologia di reato e dall’entità della condanna. Se il giudice può dare una possibilità in più ai ragazzi, perché essi possano cambiare, è nostro dovere renderlo possibile”.
Tra le richieste della Garante ai presidenti e ai componenti delle commissioni e ai relatori anche quella di inserire nella riforma dell’ordinamento penitenziario minorile la facoltà di accesso da parte dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza negli istituti penali per minorenni, nelle comunità e nei centri diurni senza preventiva autorizzazione.
Auspicato anche il via libera definitivo al decreto che introduce nell’ordinamento italiano la giustizia riparativa e la mediazione penale tra reo e vittima. “È tra i compiti istituzionali dell’Autorità favorire lo sviluppo della cultura della mediazione”, sottolinea Albano.

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