Migrazioni: Commissione Ue, sistema degli sbarchi e “centri controllati”. Agli Stati 6mila euro per persona accolta

(foto SIR/CE)

(Bruxelles) “Oggi più che mai abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni alla questione migratoria. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri e i Paesi terzi ai fini di una migliore cooperazione sugli sbarchi delle persone soccorse in mare. Per ottenere risultati concreti e immediati dobbiamo però essere uniti: non soltanto oggi, ma a lungo termine. Dobbiamo adoperarci per soluzioni durature”. Così si esprime il commissario Dimitris Avramopoulos nel giorno in cui la Commissione approfondisce i concetti del sistema degli sbarchi e dei “centri controllati”. Rispondendo all’invito formulato dai leader dell’Ue nel Consiglio europeo di fine giugno, oggi la Commissione “approfondisce il concetto dei centri controllati e le misure a breve termine che potrebbero essere prese per migliorare la gestione dei migranti sbarcati nell’Unione e presenta un primo schema del possibile modus operandi per la conclusione di intese regionali sugli sbarchi coi Paesi terzi”. L’operatività delle intese regionali sugli sbarchi “va vista come attività parallela e complementare allo sviluppo dei centri controllati nell’Ue: insieme, i due concetti dovrebbero concorrere a concretare una condivisione autentica della responsabilità a livello regionale nella risposta alle sfide complesse poste dalla migrazione”.
A proposito dei “centri controllati”, richiesti dai capi di Stato e di governo Ue, una nota odierna della Commissione spiega: “L’obiettivo primario sarebbe migliorare il processo di distinzione tra le persone bisognose di protezione internazionale e i migranti irregolari che non hanno diritto di restare nell’Ue, accelerando al contempo i rimpatri”. I centri sarebbero gestiti dallo Stato membro ospitante con il pieno sostegno dell’Ue e delle agenzie dell’Ue; potrebbero essere temporanei o ad hoc, a seconda dell’ubicazione. I principali elementi dei centri sono i seguenti: pieno sostegno operativo, con squadre di sbarco formate da guardie di frontiera europee, esperti di asilo, addetti allo screening di sicurezza e agenti addetti ai rimpatri, i cui costi sarebbero coperti integralmente dal bilancio dell’Ue; gestione rapida, sicura ed efficace che riduca il rischio di movimenti secondari e sveltisca la determinazione dello status della persona; pieno sostegno finanziario agli Stati membri volontari per la copertura dei costi delle infrastrutture e i costi operativi e sostegno finanziario agli Stati membri che accettano i trasferimenti delle persone sbarcate (6mila euro per persona)”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo

Informativa sulla Privacy