Nigeria: don Castiglione (salesiano), “cristiani preoccupati per violenze pastori fulani su terre agricoltori”

“I cristiani in quelle zone sono molto preoccupati. I giovani non si sentono al sicuro. La polizia non è efficace. I fulani si muovono armati e sembra vogliano costringere con la paura le popolazioni locali ad abbandonare quelle terre per poi impossessarsene e rivendicarne la proprietà”. A parlare al Sir da Ibadan, seconda città della Nigeria, è il missionario salesiano don Roberto Castiglione, da 15 anni in Nigeria. Dopo il terrorismo estremista di Boko Haram ora la grande paura in Nigeria è infatti l’avanzata dei pastori fulani, che fuggono dalla desertificazione. Ma per accaparrare le terre degli agricoltori usano la violenza, lasciando morti e feriti e terra bruciata al loro passaggio. Più di 200 gli agricoltori massacrati lo scorso 23 giugno in alcuni villaggi dello Stato centrale di Plateau, altri 15 uccisi il 23 aprile, compresi due sacerdoti, don Joseph Gor e don Felix Tyolaha. I fulani sono musulmani e gli agricoltori sono in maggioranza cristiani, per cui c’è chi teme che un conflitto nato per ragioni economiche e climatiche si trasformi in uno scontro religioso e tribale. Gli Stati più colpiti Plateau, Benue, Nasarawa, Taraba e Adamawa, ma la violenza potrebbe estendersi ancora. Perfino l’Onu nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme, per il rischio di collegamenti con i terroristi di Boko Haram nelle zone settentrionali. Don Castiglione ha notizia degli scontri tra pastori e agricoltori nelle regioni centrali dai giovani che studiano a Ibadan. In Nigeria tutti i giornali ne parlano. “I confratelli mi dicono che è abbastanza preoccupante – riferisce – perché dimostra la difficoltà delle autorità di controllare questa situazione. I fulani si dedicano alla pastorizia, cercano pascoli per le mucche. Il problema è che al nord i pascoli diminuiscono con l’avanzata del deserto, per cui i fulani si spostano verso sud. Purtroppo lo fanno nella maniera sbagliata, con violenza, non curandosi dei diritti di chi già vive in quelle terre”. Pur essendo “legittima la rivendicazione di terreni per il pascolo – precisa – è inammissibile usare la violenza. Il governo lancia proclami ma non mi sembra sia stato fatto abbastanza”. Il salesiano non nasconde i timori di un possibile conflitto “religioso e tribale”. “In Nigeria ci sono tante tribù, alcune maggioritarie. I fulani del nord sono tra le tribù più numerose. Nonostante i vari governi, dall’indipendenza ad oggi, ci abbiano provato – osserva – il cammino di provare a vivere insieme senza pregiudizi è ancora lungo. In alcune zone va meglio, ma al nord la situazione è più difficile”.

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