Migranti: Bologna, rifugiati impegnati in servizi per la città. Diaco (Acli), “non vedo nesso con integrazione e sicurezza”

“Il volontariato non deve mai essere un’imposizione, ma un’adesione morale e l’etica del dono”. Lo afferma il presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, in una nota sull’annuncio, da parte del Comune di Bologna, dell’impiego di alcuni richiedenti protezione internazionale in azioni di volontariato per la manutenzione e la sicurezza cittadina. Diaco sottolinea come “volontariato non significa solo fare qualcosa gratis”. Anzi, “è l’unica azione tramite cui si impara la pratica del dono come reciprocità, che è cosa diversa dalla gratuità. Il volontariato non è innanzitutto gratuità, ma educazione”. Per questo motivo, prosegue il presidente provinciale delle Acli, “non vedo il nesso di questa iniziativa con l’integrazione, né, tantomeno, con la sicurezza”. “Aspettiamo da due anni la terza edizione del progetto BolognAccoglie – aggiunge -. Avevamo avuto rassicurazioni in merito, si era trattato di un’attività di qualità e di successo, che aveva coinvolto tante associazioni, ma non si è più saputo nulla”. L’auspicio delle Acli è che “si prosegua su quella strada virtuosa, perché non hanno senso i progetti spot per poi lasciare spazio ad altro, quando si è trattato di esperienze positive, che meritavano una vita più lunga”.

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