Decreto dignità: il testo dei cinque emendamenti proposti dalla Consulta nazionale antiusura

Stabilizzare il flusso dei fondi di garanzia; estendere alle famiglie le provvidenze ora previste per i soli soggetti economici; rendere veramente applicabili le procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento; intervenire sul fenomeno delle esecuzioni immobiliari; rafforzare le misure sul fronte del gioco d’azzardo. Sono questi, in sintesi, gli obiettivi dei cinque emendamenti al “Decreto dignità” proposti dalla Consulta nazionale antiusura. Eccoli nella loro formulazione tecnica:
1) Con trasferimento pari al 50 % delle somme inutilizzate annualmente dal fondo ex art. 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108 (e successive modificazioni) è alimentato il fondo per gli interventi ex art. 15 della medesima legge (prevenzione del ricorso all’usura).
2) Alle persone fisiche è riconosciuta la possibilità di accedere alle provvidenze previste all’art. 14 della legge antiusura (Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura).
3) Le Associazioni e le Fondazioni antiusura, che risultano abilitate dal ministero dell’Economia e delle Finanze quali titolari del Fondo di prevenzione dell’usura, possono essere abilitate sia a costituire gli Organismi di composizione delle crisi da sovraindebitamento (art. 15 della legge 27 gennaio 2012 n. 3) sia a esercitare funzioni di gestore delle crisi da sovraindebitamento.
4) In previsione di interventi rivolti a fronteggiare l’emergenza alloggiativa, sono sospese le esecuzioni immobiliari laddove esse riguardano famiglie prive di alternative per l’alloggio, anche ai fini dell’accesso a procedure di composizione della crisi mediante il ricorso alle leggi 7 marzo 1996, n. 108 e 27 gennaio 2012, n. 3.
5) Le persone in trattamento terapeutico per patologie di gioco d’azzardo che siano sottoposte a Protocollo diagnostico terapeutico e assistenziale, presso il Servizio sanitario nazionale o presso Servizio privato convenzionato, possono accedere alle misure dell’ art. 15 della legge 7 marzo 1996, n.108 se nel protocollo medesimo è inserito un piano di prevenzione dell’usura in accordo con Associazione o Fondazione antiusura riconosciuta dal ministero dell’Economia e delle Finanze.

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