Minori: Cnel, “sconfiggere le disuguaglianze esistenti tra le varie aree del Paese”

“Devono essere garantiti uguali diritti per tutti i bambini nell’accesso ai servizi educativi e all’istruzione, sin dalla primissima infanzia, con una particolare attenzione ai ‘vulnerabili tra i vulnerabili’, tra cui i minori non accompagnati, bambini e adolescenti particolarmente fragili perché minori, soli e stranieri; i minori fuori famiglia, sia quelli in affidamento etero-familiare sia quelli ospiti dei servizi residenziali; i minori figli di genitori detenuti; i minori appartenenti a minoranze etniche; i minori in condizioni di povertà”. Lo afferma il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) nella “Relazione annuale sulla qualità dei servizi offerti dalle PA centrali e locali a imprese e cittadini” relativa all’anno 2017 presentata questa mattina alla Camera dei deputati. “Crisi del welfare, diminuzione delle risorse disponibili, maggiori costi per le famiglie, servizi sociali sottodimensionati, sono fattori che compromettono la tutela dei diritti dell’infanzia”, si rileva nella Relazione, nella quali si sottolinea come “investire nel welfare, nell’istruzione e nell’educazione è perciò determinante per interrompere e invertire il circolo vizioso che riproduce le condizioni di fragilità, trasferendole di generazione in generazione”. “Per questo – prosegue il Cnel – è decisivo intervenire nella vita dei bambini più piccoli: anche per prevenirne i disagi nell’età adulta”. Rispetto ai minori vulnerabili, nel documento si evidenzia come “è importante che le istituzioni scolastiche in generale e gli insegnanti in particolare conoscano, comprendano e sappiano affrontare i vissuti, le difficoltà e le esperienze negative di tali tipologie di minorenni e che siano sostenuti e preparati adeguatamente nella loro accoglienza, senza ignorare il vissuto e la storia che questi bambini e ragazzi porteranno in classe”. Inoltre, “sconfiggere le disuguaglianze esistenti tra le varie aree del Paese è una necessità, non solo in riferimento alle condizioni di povertà economica ma anche educativa, nonché in riferimento al diritto di ‘abitare’ (si pensi alla condizione dei bambini Rom), alla salute, alle cure, alla qualità dei servizi”.

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