Enti locali: Decaro (Anci), “fondamentale liberare gli avanzi di amministrazione per dare uno choc alla spesa di investimento”

“Che i Comuni investano non è soltanto una necessità per i cittadini, ma un’occasione, un volano economico per l’intero Paese. Per questo ho ricordato al ministro dell’Economia che gli amministratori degli enti locali sono in attesa di alcune misure fondamentali e non possono più aspettare”. Lo dichiara il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo al convegno “Partenariato pubblico privato: nuovi investimenti e controllo della finanza pubblica” che si è svolto oggi al ministero dell’Economia e delle finanze e aperto dal ministro Giovanni Tria.
“I Comuni, dovendo far fronte alla contrazione delle risorse – ricorda Decaro – hanno utilizzato nuovi contenitori, come i programmi europei, e strumenti, come il partenariato pubblico privato, con risultati apprezzabili: i Comuni sono i primi committenti con 2.655 bandi attivi nel 2017 e con un valore complessivo di 33 miliardi, il 37% dell’intero mercato del Ppp”. “Per realizzare gli investimenti – aggiunge il presidente Anci – è necessario incrementare e agevolare il ricambio generazionale del personale dei Comuni. Negli anni di blocco del turn over abbiamo perso il 15% di dipendenti: più di 50mila unità”.
In vista della Legge di bilancio, Decaro ha riepilogato le richieste dei Comuni: “È fondamentale liberare gli avanzi di amministrazione per dare uno choc alla spesa di investimento. Bisogna aiutare i Comuni a rimettere in moto un ciclo ordinario degli investimenti attraverso la programmazione, che significa stabilità di risorse, fondi per la progettazione, procedure più efficienti nella filiera della spesa per investimenti”. “Chiediamo il rifinanziamento del Bando periferie”, ha proseguito. “Vogliamo una task force che supporti i Comuni per partecipare ai bandi di gara. Non è più rinviabile la ristrutturazione del debito il cui costo, troppo alto, satura la capacità di indebitamento dei Comuni e di conseguenza bloccano gli investimenti”. “Infine – osserva Decaro – è necessario graduare l’accantonamento al fondo crediti dubbia esigibilità, altra leva che determina rigidità di bilancio. E attendiamo quei fondi, 560 milioni, di tagli non più previsti dal 2019 anche per operare una perequazione verticale che un po’ corregga certi eccessi della perequazione orizzontale”.

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