Notizie Sir del giorno: migranti, Nicaragua, Sindone, crisi Grecia, consumo di suolo, arresti Casamonica, Russia 2018

Migranti: Oim, arrivi in Spagna (18.016) superano quelli in Italia (17.827). Frontex, a giugno -56% attraversamenti del Mediterraneo rispetto al 2017

La Spagna ha superato l’Italia per numero di arrivi di migranti dall’inizio dell’anno al 15 luglio: 18.016 quelli sbarcati sulle coste spagnole, lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, rispetto ai 17.827 arrivati attraverso la rotta centrale dalla Libia all’Italia. Sono i dati diffusi oggi dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim). Secondo i dati dell’Oim, dall’inizio dell’anno 14.678 migranti hanno raggiunto la frontiera sud dell’Europa attraverso la rotta del Mediterraneo orientale, fra Grecia e Turchia. (clicca qui)
Secondo i dati pubblicati oggi da Frontex relativamente al mese di giugno, sono stati circa 13.100 gli attraversamenti irregolari rilevati sulle principali rotte migratorie verso l’Ue a giugno, il 56% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Cala la pressione migratoria sull’Ue attraverso il Mediterraneo, dove sono stati registrati, dall’inizio dell’anno 60.430 attraversamenti. In controtendenza la rotta del Mediterraneo occidentale, dove il numero di migranti, provenienti soprattutto da Marocco, Guinea e Mali, in arrivo in Spagna è cresciuto del 166% (circa 6.400 persone arrivate a giugno, 14.700 attraversamenti dall’inizio dell’anno, il doppio del 2017). Hanno percorso la rotta orientale del Mediterraneo circa 3.600 persone, provenienti da Siria e Iraq, un terzo in meno rispetto a maggio. Ma, dice Frontex, poiché sono aumentati in modo significativo gli attraversamenti irregolari via terra ai confini con la Turchia, il numero totale di migranti via mare (soprattutto tunisini ed eritrei) si è fermato a circa 24.300 dall’inizio 2018. Quanto agli arrivi in Italia, a giugno sono stati circa 3.000, l’87% in meno rispetto allo stesso mese del 2017, 16.100 dall’inizio dell’anno, l’81% in meno del 2017. (clicca qui)

Nicaragua: card. Rosa Chávez (Salvador), “Oscar Romero interceda per il popolo”. Attaccate una chiesa e una sede Caritas

“Il Salvador ha elevato preghiere per chiedere al beato Romero di intercedere per il popolo e per i religiosi del Nicaragua”. Così si è espresso ieri il cardinale salvadoregno Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador e stretto collaboratore di Oscar Arnulfo Romero, in un videomessaggio. Si tratta di un sostegno particolarmente gradito, tra i tanti attestati di solidarietà e pronunciamenti internazionali sulla situazione in Nicaragua. Il card. Rosa Chávez afferma che il Salvador “sa cosa significa avere dei martiri” e proprio per questo condivide “il dolore e il calvario” del popolo nicaraguense. “Speriamo che questo popolo, che desidera pace, giustizia e riconciliazione, abbia un giorno la sua resurrezione”. Anche ieri sono proseguiti gli attacchi alla chiesa: le forze speciali hanno danneggiato la chiesa di san Giovanni Battista, a Masaya (le cui porte sono state chiuse in seguito all’accaduto fino a data da destinarsi) e hanno distrutto la sede della Caritas a Sébaco, nella diocesi di Matagalpa, come ha denunciato il vescovo, mons. Rolando José Alvarez. Nel frattempo, la Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) ha pubblicato una prima informativa ufficiale sul Nicaragua. Nel rapporto si parla di “gravi violazioni dei diritti umani” e di “uso eccessivo e arbitrario della forza, inclusa la volontà di uccidere”. Il documento, già ampiamente superato dai fatti (le vittime accertate sono ormai ben oltre le 350), parla di 212 morti, 1.337 feriti, 507 persone incarcerate. (clicca qui)

Sindone: mons. Nosiglia (custode pontificio), “contemplarla è come leggere Vangelo”. A guidare valutazione scientifica “sia sempre principio di neutralità”

“È toccato e toccherà anche questa volta ad altri scienziati e studiosi promuovere un dibattito ed eventualmente contestare sul piano scientifico o sperimentale la validità e solidità della ricerca compiuta. È comunque un dibattito che riguarda gli studiosi e scienziati che vogliono cimentarsi in questa impresa”. Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e custode pontificio della Sindone, interviene sul clamore sollevato in questi giorni dalla ricerca dell’antropologo Matteo Borini e dal chimico Luigi Garlaschelli, secondo la quale almeno la metà delle macchie di sangue sarebbe falsa e solo alcune sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso. Ricordando che, secondo San Giovanni Paolo II, “la Sindone è una costante provocazione per la scienza e l’intelligenza”, mons. Nosiglia ribadisce “un principio fondamentale che deve guidare chi desidera affrontare con metodo rigorosamente scientifico questioni complesse come questa: è il principio della neutralità, perché se si parte da un preconcetto e si orienta la ricerca per dimostrarlo, facilmente si giungerà a confermarlo”. Tutto ciò, precisa, “non inficia minimamente il significato spirituale e religioso della Sindone quale icona della passione e morte del Signore”. Contemplarla “è come leggere le pagine di Vangelo”; quindi, pur non essendo “oggetto di fede, aiuta però la fede stessa perché apre il cuore di chi l’avvicina e la contempla a rendersi consapevole di ciò che è stata la passione di Gesù in croce”. (clicca qui)

Grecia: Alverti (Caritas), “la qualità della vita è peggiorata. Tanti sacrifici ma non vediamo luce in fondo al tunnel”

(da Atene) “La situazione resta difficile. Ancora non riusciamo a camminare da soli. I numeri indicano un’uscita dalla crisi ma la qualità della vita dei greci oggi è peggiorata. Abbiamo fatto e continuiamo a fare tanti sacrifici ma non vediamo luce in fondo al tunnel”. Così Maria Alverti, direttrice generale di Caritas Grecia, parla al Sir della prossima uscita, il 20 agosto, del suo Paese dal programma di aiuti della Troika, avviato a maggio del 2010 per evitare la bancarotta. Ue, Fmi e Bce hanno erogato alla Grecia, in otto anni, 288,7 miliardi di euro, prestiti che il Paese ellenico è chiamato a ripagare mettendo in campo una serie di dure riforme e tagli alla spesa pubblica. Ma dopo otto anni di cure drastiche, la Grecia non è guarita dalla sua crisi. “Non è una questione di cibo che non manca – spiega la direttrice generale della Caritas – ma la gente è stressata e angosciata perché non sa come pagare le bollette. La vita di tutti i giorni presenta ostacoli enormi per la mancanza di lavoro, per un sistema sanitario che non offre più cure sanitarie adeguate se non a pagamento, gli stipendi sono stati decurtati, le tasse sono oltre il 60%, abbiamo subito tagli alle pensioni e allo stato sociale”. (clicca qui)

Consumo di suolo: Ispra/Snpa, in un anno -52kmq. Ogni due ore si costruisce un’intera piazza Navona

È un consumo di suolo ad oltranza quello che in Italia continua ad aumentare anche nel 2017, nonostante la crisi economica. Tra nuove infrastrutture e cantieri (che da soli coprono più di tremila ettari), si invadono aree protette e a pericolosità idrogeologica sconfinando anche all’interno di aree vincolate per la tutela del paesaggio – coste, fiumi, laghi, vulcani e montagne – soprattutto lungo la fascia costiera e i corpi idrici, dove il cemento ricopre ormai più di 350mila ettari, circa l’8% della loro estensione totale (dato superiore a quello nazionale di 7,65%). È quanto afferma il Rapporto Ispra-Snpa sul “Consumo di suolo in Italia 2018” presentato questa mattina alla Camera dei deputati. La superficie naturale, si legge nel rapporto, “si assottiglia di altri 52 km2 negli ultimi 365 giorni. In altre parole, costruiamo ogni due ore un’intera piazza Navona”. Anche se la velocità si stabilizza ad una media di 2 metri quadrati al secondo, quella registrata, prosegue il rapporto, “è solo una calma apparente: i valori, oltre a non tener contro di alcune tipologie di consumo considerate nel passato, sono già in aumento nelle regioni in ripresa economica come accade nel Nord-Est del Paese. Tutto questo ha un prezzo, la cifra stimata supera i 2 miliardi di euro all’anno”. (clicca qui)

Arresti Casamonica: Prestipino (procuratore aggiunto Roma), “nella Capitale scenario criminale complesso”

“Roma è una città di 4 milioni di abitanti e ha uno scenario criminale particolarmente complesso”. Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Roma, Michele Prestipino, durante la conferenza stampa seguita al blitz di questa mattina che ha portato agli arresti 37 persone affiliate al clan Casamonica, tra la Capitale e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza. “Le indagini svolte sono durate anni e le condotte accertate sono gravissime – ha aggiunto Prestipino –. Il materiale probatorio raccolto è estremamente ricco e variegato. Importanti sono le attività svolte dai carabinieri di Frascati sul territorio di Porta Furba (sede del clan). Il gruppo dei Casamonica è particolare perché non è solamente molto organizzato, ma unito da vincoli di sangue”. Il procuratore aggiunto della Dda di Roma ha segnalato come “le forze di polizia sono impegnate nell’azione di contrasto alle varie forme di criminalità che si registrano su questo territorio”. (clicca qui)

Russia 2018: Tommasi (Aic), “quando c’è equilibrio aumenta lo spettacolo, anche la Serie A dovrebbe essere così”

“Il Mondiale è una competizione in cui la storia pesa e l’esperienza conta più del resto. Questo lo si avverte in campo. Dovrebbero riflettere anche i dirigenti dei vari campionati nazionali. Quando c’è equilibrio aumenta lo spettacolo, mentre i tanti campionati europei stanno vivendo una crisi di competitività allargata”. Così Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori e campione d’Italia nel 2001 con la Roma, in un’intervista con il Sir all’indomani della finale del Mondiale in Russia. E sulla questione dei calciatori di origine straniera in nazionale, aggiunge: “Perché in Francia ci si preoccupa di chi sono i genitori di Mbappé e non quelli di Lloris o Pavard? Conta dove si nasce, è questo il futuro del calcio e del mondo”. Tommasi parla anche della prossima stagione di Serie A: “Nonostante la capacità della Juventus di creare sempre una squadra competitiva e un ambiente che tende ad alzare l’asticella, mi auguro che lo zoccolo duro di squadre che l’anno scorso ha fatto bene – Roma, Napoli e Inter – possa essere ancora più competitivo”. (clicca qui)

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