Migranti: don Ciotti, “donna e bimbo lasciati morire è segno di barbarie. Opporre azioni concrete”

“Non ci sono parole, ma soprattutto non bastano più le parole. Come non basta la rabbia, l’indignazione, il disgusto. La notizia di due donne – una salva per miracolo – e di un bambino lasciati morire per il rifiuto di essere riportati nei lager libici, luoghi di umiliazione e di violenza, è il segno ulteriore di una barbarie alla quale bisogna opporre azioni concrete”. Lo afferma oggi don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, commentando le foto diffuse dall’Ong spagnola Proactiva Open Arms, che è riuscita a salvare una donna dopo 48 ore in acqua. “Chi si astiene oggi diventa complice – dichiara don Ciotti -. La storia ci insegna che il male vince anche grazie al contributo degli indifferenti e delle nazioni che per bassi interessi di bottega hanno stretto patti con dittature o Paesi senza governi stabili e riconosciuti. Impediamo che quella storia si ripeta. Mobilitiamoci e organizziamo il nostro ‘no’ alla perdita di umanità, alla svendita della democrazia, al naufragio delle coscienze”.

 

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