Commercio estero: Coldiretti, “-11% export Made in Italy in Russia, stop a sanzioni ed embargo”

“Con le esportazioni Made in Italy in Russia che sono ulteriormente diminuite dell’11% a maggio, rispetto allo scorso anno, è importante la ripresa del dialogo diretto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin per creare le condizioni per superare sanzioni ed embargo russo totale per una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce”. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sul commercio estero a maggio diffusi oggi dall’Istat. “Il risultato – precisa Coldiretti – è stato che per questi prodotti agroalimentari le spedizioni italiane in Russia sono state completamente azzerate”. “Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia – aggiunge l’associazione – si sommano poi quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy”. “Nei supermercati russi – spiega Coldiretti – si possono ora trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali, dalla mozzarella ‘Casa Italia’, dall’insalata ‘Buona Italia’ alla ‘Robiola Unagrande’, dalla mortadella Milano al parmesan, dalla scamorza al mascarpone”. “A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stata però solo l’industria russa ma – continua la nota – anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile che hanno aumentato le produzioni e le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin”. Secondo la Coldiretti, “il rischio riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. In alcuni casi i piatti sono spariti dai menu mentre, in altri, sono stati sostituiti da tarocchi locali o esteri”. Si tratta di “un blocco dannoso per l’Italia anche perché al divieto di accesso a questi prodotti – sottolinea Coldiretti – si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente, dalla moda alle automobili fino all’arredamento e complessivamente le esportazioni Made in Italy sono risultate nel 2017 inferiori di 3 miliardi a quelle registrate nel 2013, l’anno prima dell’embargo”.

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