Corte dei conti: primi dati sul Reddito d’inclusione positivi, ma le risorse sono insufficienti

“I primi dati Inps sul Rei 2018 sono relativamente buoni. Peraltro, appare prematuro esprimersi sulla sua piena efficacia: lo strumento andrà infatti valutato, soprattutto, in base all’effettiva capacità di mettere in campo progetti di vita e lavoro in grado di fare uscire dal bisogno acuto i nuclei socialmente ‘esclusi’”. Lo afferma la Corte dei conti nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato oggi alla Camera. Considerati tutti gli interventi, “il numero dei poveri assoluti ora destinatari di un supporto minimo
è, secondo le indicazioni dell’Inps, non distante dai 900 mila”. Per la Corte dei conti “si tratta di un buon punto di partenza” ma “appare evidente che l’obiettivo di aiutare una congrua quota di poveri assoluti (il tasso effettivo di coinvolgimento è in tutte le realtà internazionali sempre significativamente inferiore al 100 per cento) richiederà un importante sforzo finanziario supplementare”.
La strada da percorrere resta quindi lunga e “molti sono i problemi aperti, fra tutti quello del residuo grado di frammentazione degli strumenti di intervento e della disomogenea capacità degli enti locali di offrire servizi sociali”, unitamente al fatto che “molti interventi assistenziali vengono ancora attivati non sulla base di una valutazione della situazione economica dell’intero nucleo familiare, ma spesso solo in base al reddito individuale, e talvolta solo a quello da lavoro”.
La Corte dei conti indica la necessità di “una maggiore attenzione verso l’effettiva capacità delle realtà locali di mettere in campo i previsti progetti in grado di portare le famiglie al di fuori dell’area della povertà, di generare un effettivo welfare di comunità anche attraverso l’attivazione di competenze multiple di cui i territori sono espressione” e in cui sarà “fondamentale” il rapporto tra enti locali e terzo settore.

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