Fake news: Swg, “aziende bersaglio di odio, il linguaggio incide sulla reputazione del brand”

“Il 58% dei lavoratori dipendenti intervistati sostiene che l’uso di linguaggio aggressivo e irrispettoso sia diffuso in ambito lavorativo e che lo sia di più rispetto a 10 anni fa”. È quanto emerge dalla ricerca di Swg su “Hate speech e fake news”, condotta tra cittadini, lavoratori e dirigenti, presentata durante “Parole O_Stili 2018”, oggi a Trieste. Sette dipendenti su dieci intervistati ritengono che lo stile comunicativo delle imprese abbia una “funzione pedagogica”, perché “incide direttamente sul cambiamento di linguaggio della società”. Emerge quindi anche l’importanza che le aziende possono avere nel ruolo di “sensibilizzazione ed educazione verso una maggiore consapevolezza e uso degli strumenti del digitale”.
 Anche i dirigenti ritengono molto cambiata la comunicazione negli ultimi 10 anni e circa un terzo si sente ancora a disagio con il nuovo modello comunicativo (36%). L’81% dei dirigenti ritiene che “le aziende siano bersaglio di odio e fake news e il 59% afferma di riscontrare difficoltà nel controllo della propria brand image online, soprattutto sui social”. Nel dettaglio, si nota come “per sentirsi attrezzate a comunicare sui social network, alle aziende mancano soprattutto competenze (42%), ma anche risorse umane (30%)”. Infine, per la quasi totalità dei dirigenti (95%) “la buona educazione e il linguaggio incidono sulla brand reputation delle imprese di oggi”.

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