Diocesi: Foligno, scambio culturale tra l’Istituto “F. Scarpellini” e il collegio “Traian Lalescu” di Resita in Romania

Con la visita in Romania (15-19 maggio) di una delegazione di studenti e docenti, l’Istituto tecnico economico “F. Scarpellini” ha siglato un “patto di amicizia” con il prestigioso collegio “Traian Lalescu” di Reșița, un gemellaggio “orientato ad attivare dialoghi educativi attraverso lo scambio e l’accoglienza reciproca”. La visita della delegazione folignate, si legge in una nota redatta dagli stessi alunni dell’Istituto tecnico economico, ricambia quella fatta nel centro umbro dai loro colleghi rumeni lo scorso gennaio. Lo scambio rientra nel progetto culturale portato avanti da anni dalla diocesi di Foligno, su idea di mons. Luigi Filippucci, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali ed il lavoro e denominato “Cittadini del mondo”. Il progetto ha come obiettivo quello di “trovare nel dialogo, nello scambio interculturale e nella reciproca conoscenza tra i popoli, la chiave della coesistenza tra fedi e identità storiche differenti”. “Cittadini del mondo” ha incrociato il progetto ecumenico europeo denominato “Da EurHope a EurHome”, da un’Europa come speranza a un’Europa come casa, motto che definisce “lo spirito che sta animando i tasselli di questo vasto e ricco mosaico di storie e di identità che s’incontrano alla ricerca di una unità nella diversità, linfa di una vera Europa dell’accoglienza e della tolleranza. Tra le tessere iniziali di queste iniziative c’è stata l’apertura verso un’istituzione scolastica rumena, affinché fosse possibile creare un ponte di dialogo tra le nuove generazioni”. A Reșița gli studenti folignati sono stati accolti dalle autorità locali e hanno potuto visitare il territorio dei distretti di Timiș e di Caraș-Severin e la città di Timisoara. “Abbiamo compreso – scrivono gli studenti folignati – quanto sia necessario il ‘dia-logo’ tra giovani nell’Europa odierna per costruire nuovi ponti e favorire relazioni autentiche. L’incontro con il Vescovo del locale distretto religioso è servito a comprendere l’importanza delle comuni radici romano-latine, della fierezza con la quale i Rumeni vivono tale senso di appartenenza che, ancora oggi, li fa sentire vicini all’Italia e alla sua cultura”. La delegazione ha partecipato il 17 maggio, giornata di celebrazione nazionale che rievocava anche il centenario dell’unità della Grande Romania, alle commemorazioni per i martiri ed i partigiani per la libertà.

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