Migrazioni: Tajani, “chiusura delle frontiere interne all’Ue sarebbe la fine per l’Europa”

“Rafforzare le frontiere esterne significa impedire la chiusura delle frontiere interne, che sarebbe la fine per l’Europa, l’innalzamento dei muri. Pensare di risolvere il problema rinchiudendosi in se stessi significa non solo mandare in frantumi un sogno, ma non risolvere il problema dell’immigrazione. Anzi, creare contrasti tra un Paese e un altro”. Lo ha detto ieri sera il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, intervenendo alla festa di Avvenire, a Matera. “Chiudere le frontiere interne significa non solo inasprire il confronto fra Stati e capi di governo europei – ha aggiunto -. Serve lavorare insieme per affrontare un problema che non è nazionale ma soltanto europeo. O lo si affronta a livello europeo o non saremo in grado di risolverlo”. Il presidente dell’Europarlamento ha ricordato il Consiglio europeo di giovedì prossimo per “decidere cosa fare sulla questione immigrazione”. “È una strategia che non può che essere divisa con interventi a breve, medio e lungo termine”. “La strategia a breve termine – ha spiegato Tajani – è la chiusura delle frontiere esterne con interventi in Libia. A medio termine, dar vita a un vero stato libico che possa essere un interlocutore. A lungo termine, un piano Marshall per l’Africa”. La priorità è dunque la realizzazione di “hotspot” dove “si possa verificare se una persona che vuole andare in Europa è un rifugiato oppure è un migrante economico o qualche altra cosa”. Si tratta di “campi di accoglienza, con ospedali da campo medici e cibo per i bambini, nel sud della Libia o al confine col Niger sotto la bandiera dell’Ue e delle Nazioni unite”. Secondo il presidente del Parlamento europeo, dovranno essere sorvegliati. “Nessuno pensa a invasione delle truppe europee. Si può chiedere a caschi blu africani”. Infine, la necessità di “controllo su chi opera sulle navi delle ong”, che “devono essere censite e a bordo devono avere polizia di mare di un Paese europeo o di Frontex” per “verificare che cosa fanno e dove vanno a soccorrere”.

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