Migranti: corridoio umanitario Cei. Un video raccoglie le testimonianze

Un video pubblicato su Twitter raccoglie le voci di chi si è impegnato nella realizzazione del corridoio umanitario grazie al quale 139 profughi, mercoledì 27 giugno, arriveranno all’aeroporto di Roma Fiumicino. Sono uomini, donne e bambini “strappati alla vita disumana dei campi profughi”, racconta Alganesh Fessah, fondatrice dell’ong Ghandi. “La maggior parte ha lavorato lì per 10-15 anni”. Il corridoio umanitario è stato reso possibile grazie al protocollo siglato dal ministero dell’Interno e dalla Cei che finanzia interamente il progetto. “Sono nuclei familiari, sono persone singole, uomini e donne – spiega Daniele Albanese di Caritas italiana -. Alcune donne da sole sono state vittime di torture nel Sinai e in Eritrea, prima di essere ospitate nei campi profughi in Etiopia”. Infine, la voce di un rifugiato: “Conoscere persone nuove vuol dire imparare e apprezzare una nuova cultura ed è quello che voglio fare. Ho imparato anche qualche parola in italiano: buonasera, buonanotte e buongiorno”.

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