Giovani: p. Michelini (biblista), “sono in ricerca. Questa è la scintilla, la pro-vocazione che li incoraggia a fare sul serio”

(Foto: Centro di orientamento pastorale)

(da Assisi) “I giovani cercano, sono in ricerca. Questa è la scintilla, la pro-vocazione che li incoraggia a fare sul serio. Probabilmente i giovani cercano molto di più di quello che noi adulti facciamo e crediamo di avere trovato. E dando loro risposte preconfezionate non siamo in grado di incontrare le vere loro domande”. Lo ha sottolineato padre Giulio Michelini, biblista e preside dell’Istituto teologico di Assisi, nella sua meditazione questa mattina alla 68ª Settimana di aggiornamento pastorale promossa dal Centro di orientamento pastorale in svolgimento da ieri nella città serafica. Commentando la pagina del Vangelo di Giovanni scelta come riferimento nel Documento preparatorio del Sinodo dedicato a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, padre Michelini ha innanzitutto domandato se lo sforzo compiuto dall’evangelista Giovanni nel tradurre o spiegare il Vangelo, perché sia compreso in un mondo diverso da quello in cui ha vissuto Gesù, non sia un “tema urgente per ogni tipo di pastorale” visto che “non c’è più nulla di scontato e i giovani in particolare sembrano non comprendere più il significato delle parole ecclesiali che facevano parte del nostro background”. Riflettendo poi sulla figura di Giovanni Battista, il biblista ha osservato che è stato una “figura di riferimento per i vicini” come chiedono anche oggi i giovani agli adulti e ha sottolineato il suo “tirarsi indietro”: “È necessario fermarsi, altrimenti ci si appropria del ruolo”, ha ammonito, rilevando che “qualsiasi sia la testimonianza che possiamo dare è necessario che questa passi poi direttamente a Gesù e ci si metta da parte”. Un passaggio della meditazione è stato anche dedicato alla domanda “Dove dimori?” rivolta a Gesù, “una domanda impegnativa” perché chi la fa “non era interessato né all’indirizzo mail né a quello postale ma voleva sapere da Gesù da dove veniva, qual era la sua vita e sapere il perché valeva la pena seguirlo”. E la risposta di Gesù è “un invito alla libertà”. Infine, un riferimento al “processo progressivo di discernimento”: “La fede – ha ricordato – non si acquista in un solo momento, ma si acquista con un cammino faticoso che implica in fondo tutta la vita”.

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