Droga: card. Turkson, “giovani prime vittime”, lavorare per “prevenzione e riabilitazione”

“I giovani sono le prime vittime della droga”. Lo scrive il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, nel messaggio inviato in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe. “Immersi in una società relativista ed edonista, ne ricevono proposte alienanti: dai valori, da una realtà concreta e tesa verso la piena realizzazione di sé”, l’analisi del cardinale, secondo il quale “le nuove generazioni vivono spesso in un modo ‘virtuale’, nel quale viene offerto loro un ampio ventaglio di possibilità per raggiungere una felicità effimera, che alla fine diventa veleno, che
corrode, corrompe e uccide”. In questo modo, “la persona pian piano si distrugge e insieme a lei distrugge tutti quelli che la circondano. Il desiderio iniziale di fuga, alla ricerca di una felicità momentanea, si trasforma nella devastazione della persona nella sua integrità, con ripercussioni su tutte le fasce sociali”. “In molti casi queste forme di dipendenza non sono conseguenza del cedimento al vizio, ma un effetto delle dinamiche di esclusione”, denuncia il porporato citando Papa Francesco: “C’è tutto un
armamento mondiale di droga che sta distruggendo questa generazione di giovani che è destinata allo scarto”. Di qui la necessità di “proporre ai nostri giovani programmi educativi incisivi e concreti, che sviluppino le loro potenzialità ed educhino il loro cuore alla gioia della profondità, non della superficialità”. Nella relazione di aiuto, sostiene Turkson, “è la relazione umana”: “Sebbene la prevenzione sia il cammino prioritario, è importante lavorare per la riabilitazione delle vittime della droga nella società, per ridare loro l’autentica gioia di vivere, affinché non si sentano discriminate o stigmatizzate ma accolte e comprese per un cammino di rinnovamento interiore teso alla ricerca del bene”, conclude il cardinale citando l’esempio dei ” tanti giovani che, desiderosi di sottrarsi alla dipendenza dalla droga, si impegnano a ricostruire la loro vita, guardando in avanti con fiducia”.

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