Vittorio Trancanelli: card. Bassetti, “è stato il santo della porta accanto”

“Invochiamo l’aiuto del venerabile Vittorio Trancanelli per le nostre famiglie, per la nostra Chiesa e per l’Italia intera perché, in questo momento, l’Italia ha estremamente bisogno della Luce, della forza, della testimonianza che possono venire dal Vangelo e dalla vita dei Santi”. Con queste parole è iniziata ieri pomeriggio, l’omelia del card. Gualtiero Bassetti in una gremita chiesa dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia, dove l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha celebrato una Messa in occasione del 20° anniversario della morte di Vittorio Trancanelli. Il presidente della Cei ha ricordato come Trancanelli, che era medico chirurgo, non ha fatto in vita cose straordinarie, ma ha messo in pratica il passo evangelico del buon samaritano nella professione medica e nel venire incontro all’altro, senza distinzione di nazionalità, cultura e religione. Ha fondato l’associazione “Alle Querce di Mamre” per madri e bambini in gravi difficoltà, adottando, insieme alla moglie Rosalia Sabatini, diversi minori anche con disabilità. “Tutta la sua esistenza – ha sottolineato il card. Bassetti – è stata permeata da una pienezza di luce e di amore. È stato un profeta del nostro tempo, perché ha preparato le strade al Signore testimoniando il suo Vangelo, la sua misericordia e la sua bontà. Vittorio è stato sempre se stesso nelle piccole cose ordinarie della vita, o nell’affrontare i grandi problemi dell’esistenza. Come san Giovanni Battista anche Vittorio è stato testimone di Gesù indicandone agli uomini le vie”. “Come direbbe papa Francesco – ha aggiunto il presidente della Cei -, Vittorio è stato il ‘santo della porta accanto’. È stato un padre che ha educato i figli a lui affidati, che ha compreso che nelle vene dei suoi malati scorreva lo stesso sangue di Cristo. È in questa concretezza che risiede la sua santità della porta accanto, perché per tutti era il riflesso della presenza e della bontà di Dio”. Il card. Bassetti ha sottolineato la “normalità” della vita del venerabile Trancanelli, per il quale è in corso il processo di beatificazione. “Vittorio è stato un uomo di azione e di contemplazione – ha commentato–, si è santificato nell’esercizio responsabile e generoso della sua missione di medico, di sposo e di padre. Non ha avuto paura di puntare in alto e lasciarsi amare da Dio. Non ha avuto paura di lasciarsi guidare dallo Spirito Santo e la santità non l’ha reso meno uomo. Ha vissuto le beatitudini del Vangelo e per questo ha saputo andare controcorrente con la forza dello Spirito. I malati erano carne della sua carne, perché carne di Cristo e per questo con tenerezza indicibile ne curava le ferite”.

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